La montagna locarnese si toglie gli sci

Cardada

Lo Sci Club ha confermato la decisione di cessare l’attività durante l’inverno – La Cardada impianti turistici non ha la possibilità di ritirare le infrastrutture per la risalita a Cimetta

La montagna locarnese si toglie gli sci
Niente più discese dai pendii di Cardada-Cimetta. © Garbani

La montagna locarnese si toglie gli sci

Niente più discese dai pendii di Cardada-Cimetta. © Garbani

Moltissimi locarnesi, nei decenni scorsi, hanno indossato per la prima volta gli scarponi, lanciandosi dai pendii di Cardada-Cimetta. Il ricordo dei bei tempi che furono, però, non basta per mandare avanti un’attività di questa portata. Così, l’assemblea dello Sci club Cardada ha definitivamente confermato la decisione di abbandonare l’attività sciistica sulla montagna locarnese. Stagioni con innevamento scarso – nel 2018/2019, solo per citare l’ultimo anno difficile, i giorni d’apertura sono stati due – e gli oneri finanziari che comunque derivano dalla gestione degli impianti di risalita non permettono di andare avanti così come fatto finora. A meno di un sostegno esterno – leggasi ad esempio quello dei Comuni – che però per vari motivi non è mai arrivato. «Da sognatore, speravo in una continuità, magari sotto un’altra forma», spiega al CdT Dante Pollini, presidente uscente di uno Sci Club, che già 12 mesi fa era stato incaricato di elaborare una strategia per il disimpegno dagli impianti. «Ma non sarà così. Non ci sono altri attori che hanno l’interesse di intervenire».

Il nodo degli scilift
Preso atto della decisione di smettere con lo sci, resta però da capire quale sia il futuro degli impianti di risalita. Le ancore di Vegnasca, di Cimetta e il Ponylift, va specificato, sono formalmente di proprietà della Nuove Sciovie Sci Club Cardada Sagl. Società che vede come unico partecipante lo Sci Club (e come gerente lo stesso Pollini), ma che rappresenta comunque un’entità separata. «La soluzione perfetta sarebbe che la Cardada impianti turistici (CIT) accettasse la nostra offerta di ritirare impianti e attrezzature, cosicché la Sagl possa liquidare i debiti e chiudere senza lasciare morti e feriti sul terreno», spiega ancora Dante Pollini. Si parla di una cifra di 80.000 franchi. Ma questo non è possibile. «Quando si trattò di risanare la CIT, negli accordi presi con il Cantone fu chiaramente stabilito che non avremmo più dovuto occuparci dello sci», risponde il presidente Luciano Nessi. Resta però il fatto che a breve scadrà il diritto di superficie per l’utilizzo dei terreni, che sono in particolare del Patriziato di Avegno. Essendo a questo stadio impensabile un rinnovo, si apre dunque la questione dello smantellamento. E la Sagl difficilmente potrà farsene carico. Di qui le parole di Pollini e l’offerta alla CIT, che è per questo tema – come si dice in gergo tecnico – solidale e che quindi dovrà partecipare. «Sappiamo che dovremo coprire queste spese», aggiunge ancora Nessi. «Ma d’altro canto i cambiamenti climatici sono lì da vedere e ogni inverno la neve è sempre meno».

La capanna in vetta
«Per il momento siamo spettatori interessati agli eventi», continua il nostro interlocutore. Anche per questo abbiamo avanzato la proposta di acquistare la capanna Cimetta. «Finché rimane aperta, non c’è nessun problema. Siamo però preoccupati perché rappresenta il terminale dei nostri impianti di trasporto». La capanna, contrariamente agli scilift, è di proprietà dello Sci Club, che in assemblea ha però sottolineato come la cessione non sia un tema in discussione. «La nostra è solo una proposta, non un dictat», tiene a precisare Nessi. Un incontro fra le parti è comunque in programma in settimana, con il Convivio dei sindaci a fare da mediatore.

Il futuro dell’associazione
Lo Sci Club Carada, spiega infine Pollini, non cesserà la sua attività. Presidente ad interim è stato nominato Claudio Gorini. E l’obiettivo è quello di tornare agli albori. Ovvero promuovere le attività legate all’inverno e allo sport in generale. Dunque si può pensare a sciate in altre stazioni, a uscite con le pelli di foca o con le ciaspole, ma anche alla colonia estiva, alla mountain-bike e così via.

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