«La nuova scuola? Un foglio bianco»

Gordola

PPD e PLR sostengono il risanamento dell’istituto al Burio e si oppongono alle tesi dei referendisti che caldeggiano una costruzione ex-novo

«La nuova scuola? Un foglio bianco»
Le scuole al Burio di Gordola. © CdT/Archivio

«La nuova scuola? Un foglio bianco»

Le scuole al Burio di Gordola. © CdT/Archivio

«Chi intende sostenere il referendum» ponga questa domanda ai promotori: «Quale nuova scuola verrà realizzata?». È l’invito che PPD e PLR di Gordola rivolgono ai propri concittadini a seguito, appunto, dei referendum sostenuti dai gruppi Alternativa Gordola e da Lega-UDC: uno contro il credito di 195 mila franchi per un ulteriore finanziamento dei costi di progettazione della prevista ristrutturazione dell’istituto al Burio, l’altro contro i 3,8 milioni destinati al risanamento della palestra.
Alla domanda, continuano PPD e PLR, si otterranno «4.751 risposte diverse (quanti i cittadini di Gordola) dato che ad oggi non c’è alcun progetto concreto per la nuova scuola». Progetto, dunque, che viene definito «un foglio bianco ancora completamente da scrivere, se non per la fotografia scaricata da internet e posta in bella vista sui volantini propagandistici».

«Informare correttamente»
PPD e PLR, che in Consiglio comunale avevano sostenuto i due crediti, non esitano a definire i contenuti del referendum «fake news» camuffate da «strumento democratico». E, di riflesso, tengono a «informare correttamente» gli abitanti. Così ricordano come «dopo 12 anni, 3 legislature, numerosi studi e approfondimenti», durante la seduta del 26 ottobre si sia voluto «porre la parola fine alle discussioni, dando il via a lavori che [...] permetterebbero di avere nell’autunno dell’anno prossimo una palestra risanata; primo importante tassello nel progetto di risanamento complessivo [...] che dovrà essere plafonato a 16 milioni al netto dei sussidi». Mentre un’eventuale votazione rischia di far slittare nel tempo l’inizio dei lavori, con tanto di «infinite discussioni» e «ulteriori inutili» spese.

No all’usa e getta
Infine, PPD e PLR si dicono «perplessi» nel «leggere che i costi di un risanamento, i quali tra una stampa di un volantino e l’altra lievitano magicamente e inspiegabilmente, aumenteranno il debito del Comune e il suo moltiplicatore». Perché «secondo la stessa logica, la medesima argomentazione vale anche per una scuola nuova». In più «i costi milionari per la demolizione, lo sgombero e il ripristino del riale sottostante vengono abilmente sottaciuti». I due partiti, in conclusione, si oppongono «alla logica dell’usa e getta», ritenendo una demolizione scellerata per una struttura di pregio e in una posizione invidiabile.

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