La truffano in amore e lei fa sparire un milione al lavoro

processo

Alla sbarra una contabile della regione che nel 2017 sottrasse fondi aziendali per girarli al suo «fidanzato virtuale» - Dopo l’arresto ammise i fatti, ma non tutta la cifra contestatale dal procuratore che chiede tre anni di reclusione in parte sospesi

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(Aggiornato alle 20) Ha rubato nell’azienda della quale era contabile, girando gran parte del maltolto ad un fidanzato conosciuto sul web e mai incontrato di persona. Ma non è stata un’appropriazione indebita da poco, si parla di ben un milione di franchi sottratti al garage in cui lavorava - era stata appena assunta - gestendo l’amministrazione delle due filiali. Quel «tesoretto» però è sparito nel nulla, fagocitato dalla rete criminale del cosiddetto «scam sentimentale» (vedi sotto). Nel caso della 39.enne locarnese da oggi alla sbarra alle Criminali, non s’è dunque trattato di qualche prestito estemporaneo concesso al suo pseudospasimante: in poco meno di un anno, dall’estate del 2016 alla primavera del 2017 ha «alleggerito» le finanze del suo datore di lavoro di un milione di franchi, tra versamenti tramite e-banking e contanti sottratti dalla cassa. Soldi in massima parte girati con bonifici (oltre una cinquantina) dai conti correnti del garage a prestanome o complici del suo «fidanzato» e che dopo essere stati incassati sono naturalmente spariti nel nulla. In sostanza si tratta di oltre 750 mila franchi «bonificati» truffaldinamente e altri 250 mila franchi in contanti prelevati dalle casse di due garage.

«Non ho intascato nulla»

«Ma le è rimasto qualcosa in tasca?» ha chiesto ad un certo punto del dibattimento il giudice Marco Villa, presidente della Corte, rimasto anch’egli sorpreso dalla consistenza della truffa con connotazione sentimentale. «No, non ho prelevato soldi per me», ha risposto l’imputata. E in effetti la sua situazione finanziaria e patrimoniale dal momento dell’arresto, nel maggio 2017, sviscerata nei minimi particolari dall’inchiesta, ha evidenziato che la donna non s’è arricchita con le sue ripetute malversazioni. «Lei però ha cominciato a distrarre fondi del suo datore di lavoro anche prima che incombesse il suo sedicente fidanzato. È innegabile che si sia fatta abbindolare, ma ha iniziato a rubare soldi per se stessa, per mantenere alto il suo tenore di vita, infischiandone delle conseguenze», ha evidenziato nella sua arringa il procuratore pubblico Pablo Fäh che per l’imputata ha chiesto tre anni di reclusione, metà dei quali da scontare - compresi gli 80 giorni di carcere preventivo - e gli altri sospesi per due anni.

Segnalazione da Friborgo

L’inchiesta che ha portato alla luce le malefatte della contabile locarnese era partita da una segnalazione e da una richiesta di assistenza giudiziaria delle autorità friborghesi. A far scattare l’allarme la sospetta movimentazione di importanti e costanti somme di denaro provenienti dal Ticino verso alcuni conti correnti di persone residenti nella Svizzera romanda e in Francia, soggetti probabilmente già sotto controllo per la loro attività criminale sul web. Poi, come ha evidenziato l’inchiesta in Ticino, si sono aggiunti anche i versamenti tramite bollettini postali e invii di denaro all’estero sempre riconducibili al «fidanzato» della contabile o a beneficiari indicati dallo stesso, residenti in prevalenza nel Benin. Ed era quello lo stato africano da cui il corteggiatore diceva di provenire e con il quale aveva iniziato un’attività di import-export da Losanna: questo ciò che raccontava l’amante truffaldino nelle sue chat con la donna.

«È una donna fragile»

Il difensore della contabile, l’avvocato Stefano Steiger, ha cercato di togliere quella patina di delinquente seriale e insensibile nei confronti del datore di lavoro e dei suoi colleghi che le ha dipinto in aula il procuratore. «Era in un momento particolarmente difficile della sua vita e aveva bisogno di una relazione sentimentale significativa. Purtroppo è incappata in un uomo che dapprima l’ha lusingata e poi l’ha sommersa di richieste di aiuto, con motivazioni le più disparate alla quale la mia cliente non ha saputo sottrarsi. Anche se qualche dubbio era sorto in lei, soprattutto di fronte alle continue difficoltà e scuse avanzate dal suo «fidanzato» per le sue richieste incontrarlo direttamente. Lei però voleva credere che fosse tutto vero», ha aggiunto, chiedendo un significativo sconto di pena per la sua assistita suffragato dal conteggio sulle malversazioni, che secondo il legale della donna, dovrebbe essere rivisto al ribasso. La rappresentante degli accusatori privati, avvocato Maura Colombo, invece, ha sottoscritto pienamente atto e richiesta di pena del procuratore. Domani nel pomeriggio la sentenza.

Il pericolo corre sui social

Si chiama «romance scam» o «scam sentimentale». Altro non è che l’adescamento attraverso i social media di donne da parte di uomini avvenenti, che millantano fascino attraverso chat e inviando false foto (anche falsi passaporti come nel caso della contabile locarnese) al fine di estorcere loro denaro. Cybertruffe sentimentali nelle quali è facile incappare e dalle quali è difficile sottrarsi.

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