Le luci dell’aeroporto? «Obsolete e da sostituire»

Locarnese

Sollecitato dal deputato Fabio Ragazzi, il Consiglio federale conferma che l’illuminazione della pista dello scalo locarnese non è più conforme alle norme – La decisione sul progetto spetta però al Dipartimento della difesa che attende una perizia

Le luci dell’aeroporto? «Obsolete e da sostituire»
L’Associazione locarnese e bellinzonese per l’aeroporto cantonale spera che la situazione delle luci della pista si sblocchi al più presto. © Pedrazzini

Le luci dell’aeroporto? «Obsolete e da sostituire»

L’Associazione locarnese e bellinzonese per l’aeroporto cantonale spera che la situazione delle luci della pista si sblocchi al più presto. © Pedrazzini

Se non atterrando, Berna sta quantomeno volando sopra l’aeroporto cantonale. È quanto emerge dalla risposta del Consiglio federale alle domande del deputato Fabio Regazzi in merito al progetto di sostituzione delle luci della pista dello scalo di Locarno-Magadino. Un progetto tornato sotto la luce dei riflettori di recente, quando il Governo cantonale aveva espresso un preavviso negativo, basandosi sulla posizione presa da due dei suoi Servizi.

L’importanza dell’istruzione
«La risposta del Consiglio federale è sintetica, ma chiara», commenta, interpellato dal Corriere del Ticino, il copresidente dell’Associazione locarnese e bellinzonese per l’aeroporto cantonale (ALBA) Fabio Käppeli. Vediamola: «Il volo notturno è un aspetto importante dell’istruzione dei piloti militari. Negli ultimi anni la sua importanza è ulteriormente cresciuta. Poiché, per motivi di sicurezza, un impianto di illuminazione della pista è indispensabile per il volo notturno, l’aeroporto di Locarno dispone da decenni di un simile impianto. L’attuale sistema di illuminazione è obsoleto, non è conforme alle pertinenti norme e deve essere sostituito», si legge nel parere dell’Esecutivo federale. Che inoltre, confermandone l’importanza, spiega come la struttura sia «centrale per la selezione e l’istruzione di base dei piloti militari» e per questo continuerà «a esserlo in futuro».

«L’impianto di illuminazione è presente da molto tempo ed è parte dell’infrastruttura operativa di base dell’aeroporto. Un impianto che, come conferma anche il Consiglio federale, è vetusto e va sostituito. Questo per permettere l’addestramento dei piloti militari, ma la stesso vale anche per quelli civili», sottolinea dunque Käppeli.

Ancora un passo
Prima di poter procedere, però, il Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) attende la Commissione federale per la natura e il paesaggio (CFNP). Rispondendo all’ultimo quesito di Regazzi, infatti, il Consiglio federale spiega che la competenza decisionale è del DDPS. Dipartimento che, nel quadro della procedura d’approvazione dei piani, ha invitato a esprimersi anche l’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC) e l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM). Se per l’UFAC l’illuminazione prevista «è conforme anche alle pertinenti norme civili», l’UFAM, invece, non si è ancora espresso, auspicando una perizia, appunto, della CFNP. Di qui il fatto che la Difesa non abbia ancora preso la propria decisione.

Auspicati tempi brevi
«Ora almeno conosciamo lo stato d’avanzamento dell’iter. E soprattutto sappiamo che le cose stanno effettivamente andando avanti», rimarca dunque Käppeli. Perché il timore, in casi simili, è che il progetto finisca in un cassetto, trasformando il tutto in una non decisione che, in fondo, è già una decisione. «Speriamo che la valutazione mancante arrivi in tempi brevi», aggiunge ancora il nostro interlocutore.

Lo studio sull’impatto
Contro il progetto, e in generale anche contro ogni ammodernamento dell’aeroporto, si erano espressi WWF, Pro Natura, Ficedula e l’Associazione per un Piano di Magadino a misura d’uomo. In merito all’illuminazione, Käppeli ricorda però i risultati del recente studio, basato sul monitoraggio di tutte le fonti luminose del comparto, che «ha evidenziato come le luci della pista siano ben poco influenti e rappresentano meno dell’1% del totale. Vale a dire dieci volte meno dell’illuminazione permanente della vicina rotonda stradale». E il progetto – è stato più volte ribadito – non mira ad aumentare l’intensità delle luci della pista, ma solo ad aggiornare un impianto, come riconosciuto anche da Berna, ormai obsoleto.

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