«Lei comunque ha ucciso una persona»

IL PROCESSO

Così il giudice Mauro Ermani si rivolge all’imputato al termine della prima giornata di dibattimento sul delitto di Muralto – Domattina si riprende con le requisitorie di accusa e difesa

«Lei comunque ha ucciso una persona»

«Lei comunque ha ucciso una persona»

«Al di là della qualifica giuridica dell’atto d’accusa, le ricordo che lei comunque ha ucciso una persona». Così il giudice Mauro Ermani, al termine della prima giornata di dibattimento sulla morte della giovane inglese nell’aprile del 2019 a Muralto, ha ricordato all’imputato, il 32.enne di origine tedesche alla sbarra con l’accusa di assassinio e subordinatamente omicidio colposo, che con le sue mani ha strangolato la donna con la quale stava vivendo una storia d’amore. D’amore ma soprattutto di sesso, tanti rapporti intimi, anche più volte al giorno, da quando lui e la 22.enne inglese, di buona famiglia s’erano conosciuti in marzo, in Thailandia.

Sesso, cocaina e alcol scorrevano a fiumi in un relazione appena iniziata ma già sopra le righe, in particolare per la facilità con la quale spendevano e spandevano, sempre però con la carta di credito della giovane donna. Più volte il presidente della Corte ha cercato di scuotere l’imputato da una evidente imperturbabilità, al limite dell’indifferenza, con le quali il 32.enne s’è presentato in aula. Incalzato dal giudice, in particolare su quella notte tempestosa nella quale i due, dopo essere rientrati nella camera 501 dell’Hotel La Palma Au Lac di Muralto, hanno destabilizzato la quiete dell’albergo. E soprattutto dove all’alba è stata inutilmente soccorsa la donna, morta soffocata da quel partner muscolo e tatuato che, oltre al sesso, come recita l’atto d’accusa e gli elementi raccolti durante l’inchiesta, sembrava soprattutto interessato a svuotarle il conto corrente.

Lui, anche ieri in aula, ha sempre sostenuto che la morte della sua partner è stata una tragica fatalità, provocata da un gioco erotico finito male. E a parte la sfilza di non ricordo, non so nulla, dal banco degli imputati non s’è mai sentita una parola di ricordo o di rimpianto nei confronti di una vita spezzata.

Domattina il processo riprende con le requisitorie della procuratrice pubblica Petra Canonica Alexakis e della difesa rappresentata dagli avvocati Yasar Ravi e Luisa Polli. Ha rinunciato a presenziare al processo, invece, l’avvocato Maria Galliani che tutela la famiglia della vittima.

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