Locarno non è solo cemento e vorrebbe più abitanti

Territorio

Il Municipio risponde ai Verdi che chiedono misure contro le abitazioni vuote e la speculazione edilizia – No alla zona di pianificazione che vieti nuove costruzioni – Anzi si mira a incrementare l’attrattiva residenziale e lavorativa

Locarno non è solo cemento e vorrebbe più abitanti
Una panoramica del Locarnese, con la città in primo piano e dietro Ascona. © CdT/Archivio

Locarno non è solo cemento e vorrebbe più abitanti

Una panoramica del Locarnese, con la città in primo piano e dietro Ascona. © CdT/Archivio

Il caso di Monte Brè e Colmanicchio non può essere considerato un parametro di riferimento, trattandosi di zone periferiche dove risiede lo 0,3% della popolazione di Locarno. Così una zona di pianificazione estesa a tutto il territorio comunale, che impedisca in sostanza di costruire nuovi edifici, appare sproporzionata. Anche alla luce delle implicazioni socio-economiche di cui sarebbe foriera.

Il Municipio ha una visione assai diversa da quella di Matteo Buzzi (I Verdi) che ha inoltrato un’interrogazione sulle misure da intraprendere per salvaguardare il territorio cittadino. Una visione che parte da alcuni dati, forniti da un recente studio dell’Osservatorio cantonale dello sviluppo territoriale. «Il territorio del fondovalle che si presta agli insediamenti rappresenta solo il 12,2% dell’intero territorio ticinese, ma racchiude l’86% della popolazione e il 92,7% degli addetti alle imprese», spiega l’Esecutivo. «Entrando più nello specifico, gli spazi occupati (edifici + terreni annessi + rete stradale) rappresentano a loro volta circa un terzo di questo territorio, quindi circa il 4% del totale». E tra le regioni, quella che rappresenta la percentuale d’occupazione più bassa è proprio il Locarnese, con circa il 3% del totale. Inoltre, «circa un quarto della superficie occupata da edifici concerne abitazioni mono o bifamiliari, mentre il terreno annesso a tali abitazioni corrisponde a oltre il 50% del totale».

I comuni periferici
Il principio dell’uso parsimonioso del suolo, aggiunge poi Palazzo Marcacci, «è semmai disatteso in modo particolare dal comuni periurbani o periferici». Dall’aggiornamento della scheda R6 del Piano direttore cantonale, sebbene non ancora in vigore, risulta infatti «una forte riserva di superfici edificabili di tipo estensivo al di fuori dei centri urbani». Mentre in Città l’estensione della zona edificabile è invariata da almeno 40 anni. E ciò vale, in grandi linee, anche per i territorio sul Piano di Magadino.

La superficie edificabile

Entrando nel merito delle domande poste, considerando i terreni inseriti in zona edificabile in città il 66% di tali superfici risulta occupata. Facendo invece un confronto su un periodo più lungo, sempre sulla base dei dati dello studio citato in apertura, «il Locarnese rileva un aumento della superficie occupata, tra il periodo 1979-1985 e il 2013-2018 dal 21% al 26,3% del fondovalle, dove però l’incremento maggiore è stato registrato tra gli anni ‘80 e i primi anni 2000». Mentre per ciò che concerne le superfici non occupate «a fronte di una diminuzione significativa dell’area agricola, si segnala un aumento sia degli spazi verdi attrezzati, sia del bosco».

Tra sfitto e strategie
Le abitazioni sfitte a Locarno sono 1.390, spiega ancora l’Esecutivo valutando il numero in modo negativo. Anche se una maggiore quantità di abitazioni vuote aumenta la possibilità di scelta, portando magari anche a una diminuzione dei prezzi. Il Municipio, come detto, non intende prendere misure per bloccare l’eventuale speculazioni e riassorbire lo sfitto. «Premesso che – fino a prova contraria – in Svizzera esiste ancora la proprietà privata e la libera iniziativa, più che concentrarci su misure di tipo ‘repressivo’ o impositivo, il Municipio ha da tempo avviato una strategia di rilancio dello spazio urbano per incrementare l’attrattiva dal punto di vista residenziale e lavorativo. In altre parole, riteniamo che Locarno abbia la capacità di accogliere un maggior numero di abitanti, garantendo le strutture e la qualità di vita necessarie». E in questo contesto si inseriscono le modifiche in atto all’attuale PR per le zone strategiche, come il Settore 4, il comparto ex macello o la riva del lago. Sempre tenendo presente lo sviluppo centripeto promosso a livello federale.

Incentivi fotovoltaici
Nel frattempo, va infine segnalato, i Verdi hanno presentato una mozione per l’introduzione di un sussidio comunale per l’istallazione o l’ampliamento di impianti solari fotovoltaici. «Oggi a Locarno solo il 3% del consumo di corrente elettrica è coperto dal solare fotovoltaico», spiegano. «A Locarno vi sono oltre 9.900 tetti disponibili con una grande potenzialità non ancora sfruttata [...]». Si stima che questa superficie permetterebbe di coprire tra il 20 e il 35% del consumo elettrico dell’intera città».

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