Locarno on Ice si sdoppia per «sfuggire» alla pandemia

L’evento

Inaugurata la rassegna invernale: divisi (e con regole diverse) la pista di ghiaccio e il villaggio con casette e igloo – Organizzatori e autorità: «Dopo la pausa forzata esserci di nuovo è prima di tutto un messaggio di rinascita e di speranza»

Locarno on Ice si sdoppia per «sfuggire» alla pandemia
La nuova veste di Locarno on Ice: qui il villaggio che vuol essere luogo di incontri e dove serve il certificato COVID. ©CdT/Chiara Zocchetti

Locarno on Ice si sdoppia per «sfuggire» alla pandemia

La nuova veste di Locarno on Ice: qui il villaggio che vuol essere luogo di incontri e dove serve il certificato COVID. ©CdT/Chiara Zocchetti

Locarno on Ice si sdoppia per «sfuggire» alla pandemia
Per accedere alla pista del ghiaccio non è invece necessario il pass. ©CdT/Chiara Zocchetti

Locarno on Ice si sdoppia per «sfuggire» alla pandemia

Per accedere alla pista del ghiaccio non è invece necessario il pass. ©CdT/Chiara Zocchetti

Locarno on Ice si sdoppia per «sfuggire» alla pandemia

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Locarno on Ice si sdoppia per «sfuggire» alla pandemia

Locarno on Ice si sdoppia per «sfuggire» alla pandemia

Si sdoppia e... mette i piedi per terra Locarno on Ice per «sfuggire» alla pandemia. Un atto di coraggio che, hanno chiosato nel pomeriggio organizzatori e autorità, «dopo la pausa forzata dello scorso anno, vuol essere prima di tutto un segno di rinascita e di speranza che parte da Locarno». Poco dopo, alle 16, in piazza Grande si sono riaccesi i riflettori sulla pista del ghiaccio e sul fiabesco villaggio che da ormai quasi un ventennio riscaldano il cuore cittadino e che erano nati come «anti depressivo invernale». A maggior ragione, dunque, si è voluto tener duro quest’anno, nonostante le incertezze.

Una formula riadattata

Lo si è fatto riadattando nel tempo la formula originale, via via che la situazione cambiava. «Avevamo cominciato a farlo già quasi due anni fa, al termine dell’ultima edizione – ha spiegato per gli organizzatori Samantha Bourgoin – e alla vigilia di quella 2020 eravamo giunti all’idea di una soluzione ‘diffusa’, poi purtroppo annullata». A giugno, poi, i primi contatti con il Gruppo grandi eventi del Cantone e le valutazioni attorno alla «natura» della manifestazione. «La quale – ha ancora spiegato Bourgoin – coniuga due caratteristiche a sé stanti: quella sportiva e quella aggregativa. In dubbio su quali normative adottare per poter dar vita alla nuova edizione, abbiamo pensato di ‘sdoppiare’ l’evento». Il che, in soldoni, significa che per la pista del ghiaccio e per l’area con casette gastronomiche e igloo, realizzate in spazi contigui, varranno normative diverse (i cui dettagli saranno comunque ulteriormente affinati una volta note le nuove disposizioni comunicate domani da Berna). L’entrata principale sarà una sola, poi però il pubblico si dividerà. «Per i pattinatori – ha aggiunto Bourgoin – l’accesso sarà consentito senza dover presentare il certificato COVID, mentre chi vorrà entrare nello spazio gastronomico-aggregativo dovrà presentare il pass e, ovviamente, anche un documento d’identità valido. Non solo. Finora non ci era ben chiaro se anche all’aperto era in vigore l’obbligo della mascherina, quindi – per tagliare la testa al toro – abbiamo comunque deciso di applicarlo autonomamente». Il tutto, come detto, con possibili adeguamenti strada facendo, a dipendenza dell’evoluzione delle disposizioni sanitarie.

In salotto, ma all’aperto

Vista la riorganizzazione, hanno ovviamente cambiato volto sia la pista sia lo spazio d’aggregazione («intergenerazionale», si è sottolineato). Sparita la piattaforma, entrambi si sono «abbassati», facendosi più vicini ai ciottoli della piazza Grande. E mentre volteggiare sul ghiaccio regalerà le emozioni di sempre, incontrarsi fra casette e igloo sarà un po’ diverso. Vuoi per le misure di sicurezza che dovranno essere rispettate, vuoi per la rinnovata strutturazione. Fra l’altro sono state introdotte alcune «isole» con casette, dove potranno riunirsi gruppi limitati con l’impressione di trovarsi in un salotto, ma sempre all’aperto. Novità tutte da sperimentare, insomma (e si potrà farlo fino al 9 gennaio).

Sott’occhio anche le finanze

Inevitabile che la riorganizzazione abbia riguardato anche l’aspetto finanziario. «Certo – ha confermato la portavoce degli organizzatori –. Bisogna pensare che già lo scorso anno abbiamo avuto spese per iniziare a organizzare l’edizione annullata. Quest’anno, poi, il Gruppo grandi eventi è stato chiaro: l’autorizzazione c’è, ma potrebbe anche essere ritirata all’improvviso, a dipendenza della situazione pandemica. Questo ci ha spinti a un salutare ‘bagno di realismo’, cercando di offrire il meglio con delle strutture e un’organizzazione all’insegna della sobrietà». Una strategia pienamente sottoscritta anche dagli sponsor principali, i cui rappresentanti (in particolare quelli di Raiffeisen, Coop, SES e Frigerio) hanno tutti espresso gioia e soddisfazione per la decisione di tornare in piazza. Lo stesso ha fatto anche il vice sindaco a nome della Città (la cui Squadra manifestazioni, ha sottolineato il responsabile di settore Mauro Beffa, si è impegnata più del solito per la rassegna). Un immenso grazie è stato espresso da Giuseppe Cotti a tutti coloro che si sono spesi affinché Locarno on Ice potesse tornare. «È un messaggio di grande speranza offrire a tutti l’occasione di potersi incontrare. A ognuno chiediamo però di essere responsabile».

Programma adeguato strada facendo

A Locarno on Ice non mancheranno le animazioni collaterali, il cui programma sarà adeguato e comunicato strada facendo a dipendenza delle disposizioni sanitarie. Sul palco dei concerti (situato all’interno del villaggio) sono per ora previsti i primi concerti domani e sabato. Il programma si trova sul sito www.locarno-on-ice.ch.

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