Locarno raddoppia il congedo paternità per i suoi dipendenti

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Il Consiglio comunale sceglie la soluzione di compromesso di 10 giorni proposta dai mozionanti Pini e Spano e sostenuta dalla Gestione

Locarno raddoppia il congedo paternità per i suoi dipendenti
I dieci giorni pagati concessi ai dipendenti di palazzo Marcacci potranno essere «spalmati» sull’arco di un anno. (foto Archivio CdT)

Locarno raddoppia il congedo paternità per i suoi dipendenti

I dieci giorni pagati concessi ai dipendenti di palazzo Marcacci potranno essere «spalmati» sull’arco di un anno. (foto Archivio CdT)

Certo non siamo ai livelli di Bellinzona, dove già nel 2017 il Consiglio comunale aveva approvato 20 giorni di congedo paternità per i suoi impiegati, ma lunedì anche il Legislativo di Locarno ha deciso di dimostrarsi generoso nei riguardi dei papà alle dipendenze dell’amministrazione cittadina, raddoppiando da 5 a 10 i giorni pagati concessi loro per la nascita di un figlio. Giornate che, fra l’altro, potranno essere «spalmate» sull’arco di un anno. Sì, dunque, alla mozione in tal senso firmata dai consiglieri comunali liberali radicali Alessandro Spano e Nicola Pini.

Il tema (fra l’altro di grande attualità, considerato che ne parlerà anche il Consiglio nazionale) ha fatto discutere, con vari schieramenti in campo. Da una parte mozionanti e Commissione della gestione (relatore Pier Mellini), che puntavano al raddoppio da 5 a 10 giorni; dall’altra il Municipio, per il quale arrivare a 7 giorni era una modifica «giusta ed equilibrata». A sottolinearlo il sindaco Alain Scherrer, il quale ha evidenziato l’attenzione con cui l’Esecutivo affronta le tematiche legate alla famiglia. In corso di discussione si è poi aggiunta una terza opzione: con un emendamento il socialista Fabrizio Sirica ha chiesto ai colleghi di quadruplicare l’attuale congedo, arrivando a 20 giorni. Durante il dibattito le questioni di principio si sono confrontate con quelle economiche e di equità rispetto a coloro che lavorano nel settore privato. Non sono mancati i paragoni con altre realtà. Mellini ha snocciolato una serie di dati, partendo dalle 53 settimane – 371 giorni – concessi ai papà della Corea, per arrivare alle 21 giornate garantite ai propri dipendenti dalla Città di Ginevra. Concludendo con alcuni casi ticinesi: Bellinzona, appunto, cui si sono già accodate località come Stabio o Castel San Pietro, mentre il Municipio di Mendrisio ha approvato un messaggio che va nella stessa direzione. A Locarno, però, non si è osato tanto: bocciata alla prima tornata di votazioni la proposta Sirica. Poi la maggioranza del Legislativo ha optato per il compromesso del raddoppio, che l’ha spuntata contro la proposta municipale. Infine i 10 giorni hanno incassato 36 voti favorevoli, 1 contrario e 1 astensione.

Da segnalare ancora che a fine serata il municipale Niccolò Salvioni, rispondendo ad un’interpellanza di Fabrizio Sirica, ha rassicurato il Legislativo, annunciando che le analisi nella zona dei pozzi di captazione della Morettina hanno escluso inquinamenti dell’acqua a margine della vicenda del limo sparso ai Terreni alla Maggia, il quale, secondo un’inchiesta giornalistica, potrebbe contenere sostanze pericolose. Presentate anche due mozioni: una di Marko Antunovic, firmata da 19 consiglieri, che chiede l’utilizzo di detergenti ecologici per le pulizie negli stabili comunali, l’altra del verde Pierluigi Zanchi, che auspica, invece, assieme ad alcuni colleghi, un servizio alberghiero comunale unificato.

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