Losone, i granatieri impressi nella pietra

Esercito

Posato e inaugurato all’ex piazza d’armi un masso commemorativo a testimonianza della permanenza del Corpo speciale dal 1943 al 1972

Losone, i granatieri impressi nella pietra
L’intervento del sindaco di Losone Corrado Bianda durante la parte ufficiale della cerimonia.

Losone, i granatieri impressi nella pietra

L’intervento del sindaco di Losone Corrado Bianda durante la parte ufficiale della cerimonia.

Losone, i granatieri impressi nella pietra
Da sinistra: il colonnello di Stato maggiore generale Nicola Guerini, comandante del Comando Forze speciali; il brigadiere a riposo Erminio Giudici, classe 1919, già comandante dei granatieri a Losone e il maggiore a riposo Adolf Ogi, granatiere ed ex consigliere federale.

Losone, i granatieri impressi nella pietra

Da sinistra: il colonnello di Stato maggiore generale Nicola Guerini, comandante del Comando Forze speciali; il brigadiere a riposo Erminio Giudici, classe 1919, già comandante dei granatieri a Losone e il maggiore a riposo Adolf Ogi, granatiere ed ex consigliere federale.

Nell’ex caserma San Giorgo di Losone, dove mossero i loro primi passi nel 1943 e rimasero per quasi un trentennio, i granatieri vengono oggi ricordati con un monumento. Un masso commemorativo – di oltre 2 metri di altezza e 7 chili –, che è stato inaugurato lo scorso sabato 14 settembre dal Comando delle Forze speciali dell’Esercito svizzero, diretto da Nicola Guerini, già comandante del Centro d’istruzione delle Forze Speciali di Isone, dove attualmente vengono formati i granatieri e gli esploratori paracadutisti.
Realizzata in granito della valle Maggia, la pietra svetta nei pressi della chiesa di Piano d’Arbigo a testimonianza della trascorsa permanenza del Corpo speciale. La cerimonia, baciata dal sole, si è svolta alla presenza delle autorità comunali e patriziali di Losone, che hanno messo a disposizione il terreno sul quale il masso è stato collocato.
Tra le diverse personalità di spicco che hanno preso parte all’evento, anche l’ex consigliere federale Adolf Ogi, che nel 1962 aveva svolto la scuola reclute di granatiere proprio a Losone e che contribuì anche alla fondazione dello Sci club Losone durante il suo pagamento del grado di tenente dei granatieri nel 1967, quando già era direttore della Federazione svizzera di sci. Nell’occasione si è inoltre reso onore a due granatieri della prima ora: il caporale Eugster Werner di Estavayer-le-Lac, classe 1927, reclutato a Losone nel lontano 1945, e il ticinese Br a riposo, Erminio Giudici, classe 1919, comandante dei granatieri tra il 1966 e il 1969 e l’unico comandante di quell’epoca ancora in vita. Sul masso commemorativo, va detto, è stata posta una targa incisa nelle tre lingue nazionali. Quest’ultima rievoca gli anni del periodo losonese insieme alla scritta «Semper Fidelis», il motto dei granatieri svizzeri, «affinché possa essere ricordo per le generazioni passate e presenti, nonché monito e ispirazione per le future, di dedizione e volontà», viene sottolineato in una nota stampa diffusa dal Comando Forze speciali di Isone.

L’idea di una raccolta di fondi
La cerimonia, viene ricordato, si è svolta a complemento degli importanti festeggiamenti tenutisi il 7, 8 e 9 giugno 2018 a Isone per sottolineare due importanti anniversari: i 75 anni dei granatieri e i 50 dei paracadutisti, i due Corpi dell’Esercito svizzero integrati nelle Forze speciali. Lo scorso anno a Isone erano intervenuti per la straordinaria ricorrenza decine di gruppi storici, culturali e musicali legati all’Esercito dove si sono svolte diverse dimostrazioni pratiche, parate in uniformi e armi storiche e una mostra fotografica cui hanno assistito migliaia di ex granatieri ed esploratori paracadutisti accorsi da tutta la Svizzera. In quell’occasione, su suggerimento di alcuni ex granatieri, è scaturita l’idea di dare concretezza a un’opera che ricordasse lo stazionamento di diverse migliaia di granatieri dal 1943 al 1972 a Losone, prima del loro trasferimento a Isone. Si è quindi deciso di lanciare una raccolta di fondi, facendo appello proprio alla generosità degli ex militi del Corpo speciale. «Grazie alle diverse associazioni di ex granatieri presenti su tutto il territorio nazionale (ad eccezione del Cantone Ticino, dove non ne esistono) – prosegue la nota –, è stato possibile raggiungere ben cinquecento ex granatieri del periodo losonese ai quali è stata scritta una lettera spiegando le motivazioni e gli scopi di questa speciale azione di finanziamento». Azione a cui hanno aderito ben 295 di loro, rendendo possibile l’attuazione di questo progetto.

La commemorazione
Circa trecento le persone che hanno preso parte sabato 14 settembre alla festosa e toccante commemorazione, organizzata dal Comando Forze speciali «per ringraziare i generosi benefattori che, ancora una volta, hanno dato prova di essere una grande famiglia capace di gesti concreti che costituiscono anche un segnale importante per le nuove generazioni». Nell’occasione hanno preso la parola il colonnello di Stato maggiore generale Nicola Guerini, il sindaco di Losone Corrado Bianda e due rappresentanti dei granatieri della Svizzera romanda e tedesca. Alla benedizione del masso da parte del cappellano militare capitano don Paolo Solari hanno fatto poi seguito un ricco aperitivo e un pranzo conviviale, offerti dal Comando Forze speciali.

Un territorio particolare per un Corpo speciale
La costituzione del Corpo speciale dei granatieri dell’Esercito svizzero, come si ricorda, risale proprio al 1943, «allorquando oltre i confini svizzeri infuriava la seconda guerra mondiale. Fu istituito dal generale Henry Guisan, il quale si rese conto che le truppe elvetiche venivano istruite ed equipaggiate per combattere sul fronte difensivo all’interno soprattutto delle trincee, senza essere addestrate per contrastare le tecniche offensive della guerra moderna di quei tempi. Mise quindi a punto una diversa strategia militare, incaricando il giovane capitano Mathias Brunner di creare un distaccamento di soldati specializzati nella nuova formula di combattimento. Dopo una formazione dura e selettiva, Brunner diede prova dei risultati raggiunti proprio al generale Guisan in persona, che ne fu tanto entusiasta da decidere – il 13 febbraio 1943 – la formazione di un’unità di specialisti per ogni reggimento dell’Esercito. Furono create ben 44 compagnie granatieri e, terminata la guerra, la Confederazione cercò un luogo ideale perlustrando l’intera Svizzera e trovando a Losone, nei terreni appartenenti al Patriziato comunale, la conformazione ideale per questo tipo di esercitazioni con cannoni, lanciafiamme e l’impiego di esplosivi con disponibilità di zone rocciose, fiumi e boschi consoni all’istruzione, in un contesto favorito sull’arco dell’intero anno anche da migliori condizioni meteorologiche rispetto ad altre regioni della Svizzera. Fu così che, a partire dal 1943, le nuove compagnie dei granatieri iniziarono la scuola reclute sul Piano d’Arbigo a Losone fino al loro trasferimento a Isone nel 1973, soprattutto perché la convivenza con la popolazione locale fu messa negli anni a dura prova, anche a causa delle difficoltà sorte per fare conciliare la loro preparazione tecnica con lo sviluppo territoriale del Comune di Losone, contraddistinto da una sempre più marcata vocazione turistica e residenziale».

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