Losone, le reclute sono pronte per un'eventuale chiamata

pandemia

All'ex caserma i militi termineranno il corso di sanitari d'unità e potranno entrare in servizio se necessario

<b>Losone, le reclute sono pronte per un'eventuale chiamata </b>
© CdT/Gabriele Putzu

Losone, le reclute sono pronte per un'eventuale chiamata

© CdT/Gabriele Putzu

Da giovedì 19 marzo all'ex Caserma di Losone alloggia una parte dei militi delle Scuole sanitarie 42 normalmente di stanza ad Airolo. L'attuale emergenza sanitaria ha reso necessario trasferire un distaccamento nel Locarnese per salvaguardare la salute dei militi e l'integrità della truppa.

Venerdì 3 aprile le reclute termineranno il loro corso di formazione e rientreranno presso la loro truppa di appartenenza, dove resteranno in stato di prontezza operativa per un eventuale impiego a supporto delle autorità civili nel contenimento della diffusione del coronavirus. Proprio per prepararsi all'evenienza le reclute hanno dovuto svolgere delle formazioni supplementari al fine di poter essere impiegate nell'ambito delle cure anche in strutture civili.

Attualmente Losone accoglie 125 militi, tra cui anche 7 donne. «Si tratta di militari appositamente selezionati della fanteria, dei blindati, dell’artiglieria e delle truppe del genio per svolgere il corso di sanitari d'unità o "san U". Al termine del corso i militi saranno soccorritori non professionisti e potranno assicurare misure di medicina d’urgenza ai feriti sul campo prima di condurli in un’installazione medica. I sanitari d'unità sono in grado di eseguire misure immediate per salvare la vita, adottare provvedimenti di sostentamento vitale ampliati, mantenere aperte le vie respiratorie, occuparsi dell’emostasi esterna e trattare gli shock», si legge nella nota.

«Al momento attuale - ha spiegato il comandante Col SMG Daniele Meyerhofer - non mi è possibile dire cosa succederà con l'occupazione militare dell'ex Caserma dopo la fine del corso. Il luogo è, comunque, molto favorevole per l'entrata in servizio e la preparazione delle truppe che dovessero venir chiamate».

Gli ambienti dell'ex Piazza d'armi di Losone permettono in particolare di rispettare le nuove direttive COVID-19 che prevedono più spazio e una migliore ventilazione dei locali.

«Siamo grati al Comune di Losone - ha concluso il comandante - per la rapidità e la professionalità con cui ci ha aperto le porte dell'ex Caserma. I nostri militi, che ormai già da qualche settimana non possono più tornare a casa, nemmeno nei finesettimana, sono lieti di poter contare su queste infrastrutture».

Dopo vent'anni Losone torna a ospitare ancora una volta truppe sanitarie. Dal 1973 fino al 2000 i sanitari hanno, infatti, svolto la loro formazione all'ex caserma. E, come durante la grande alluvione del 1978 che devastò il Ticino, quando le reclute furono in prima linea ad aiutare i civili, i militi sono pronti a venire in soccorso della popolazione.

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