Museo a Locarno? «Opportunità irripetibile»

Appello

In una lunga lettera alla Commissione della gestione del Gran Consiglio, la Società ticinese di scienze naturali sostiene l’ubicazione del Monastero di Santa Caterina per la nuova sede del Museo cantonale di storia naturale

Museo a Locarno? «Opportunità irripetibile»
Il comparto di Santa Caterina a Locarno. © Città di Locarno

Museo a Locarno? «Opportunità irripetibile»

Il comparto di Santa Caterina a Locarno. © Città di Locarno

La scelta del comparto di Santa Caterina a Locarno come sede del Museo cantonale di storia naturale offre «un’opportunità irripetibile di realizzare un ambizioso progetto scientifico, culturale e turistico per l’intero cantone, in grado di coniugare al meglio esigenze diverse a più livelli». Ne è persuasa la Società ticinese di scienze naturali (STSN) che ha inviato una lettera di quattro pagine alla Commissione della gestione e delle finanze del Gran Consiglio, perorando la causa del trasferimento del museo sulle rive del Verbano.
Il «trasloco», ricordiamo, è legato ad esigenze logistiche del museo stesso e del Liceo di Lugano 1. La STSN sottolinea dunque alcuni criteri guida che dovrebbero essere considerati per la realizzazione del nuovo museo. A partire dalla centralità geografica, «sia per evitare l’eccessiva regionalizzazione dell’istituzione, sia per servire in egual misura le varie aree del Ticino». V’è poi il contesto urbano. «Il museo deve poter sfruttare collaborazioni con enti culturali e scientifici che operano su scala locale», spiega ancora la STSN. Senza dimenticare l’accessibilità e la frequenza dei collegamenti, in modo che la struttura possa essere raggiunta «in modo ottimale con mezzi pubblici e privati». Infine, vanno ancora tenute in considerazione «la flessibilità degli spazi dell’edificio», che vanta «aree verdi esterne», e la «possibilità di futuri ampliamenti».

Tutti gli atout del Verbano
Scegliendo il comparto di Santa Caterina a Locarno, ricorda ancora la STSN, «il Cantone ha l’opportunità di riqualificare una vasta area di altissimo valore storico e culturale, inserendo una prestigiosa istituzione di ricerca, formazione e divulgazione in un sedime già di sua proprietà e sul quale sarà in ogni caso chiamato a intervenire in futuro con investimenti importanti per il suo restauro e la sua riqualifica». Mentre la Città «ha la possibilità di riaprire alla cittadinanza la più vasta area verde del suo centro urbano, riqualificandolo dal profilo urbanistico e trasformandolo in un luogo d’incontro, di svago e di eventi a diretto contatto con il nuovo museo». In prospettiva futura, inoltre, Locarno ha «la possibilità di sviluppare nello stesso comparto un vero e proprio campus di ricerca e formazione grazie alla presenza di numerosi immobili potenzialmente idonei in prossimità degli istituti scolastici già presenti (p.es. il Centro professionale cantonale), della Biblioteca cantonale e del Dipartimento formazione e apprendimento della SUPSI». E il museo, dal canto suo, «avrà per la prima volta una sede propria con spazi sufficienti e adeguati per le sue molte attività, in particolare spazi espositivi idonei realizzati secondo i dettami della moderna museografia».

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