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Nella violenza domestica ognuno è vittima a suo modo

Il bilancio dell’associazione Armònia, che da 28 anni gestisce una casa di accoglienza per le donne maltrattate e per i loro figli - In evidenza la necessità di occuparsi in modo particolare dei bambini e di offrire un servizio di aiuto anche gli uomini autori di soprusi

Nella violenza domestica ognuno è vittima a suo modo
Lo scorso anno Casa Armònia ha accolto 15 donne vittime di maltrattamenti con 17 bambini. (foto Archivio CdT)

Nella violenza domestica ognuno è vittima a suo modo

Lo scorso anno Casa Armònia ha accolto 15 donne vittime di maltrattamenti con 17 bambini. (foto Archivio CdT)

SOPRACENERI - Che le principali vittime della violenza domestica siano le donne, è un fatto che nessuno mette in dubbio. Lo si è ancora confermato in occasione dell’ultima assemblea dell’associazione Armònia, che – grazie all’omonima casa – da 28 anni è una porta aperta per chi si trova a dover affrontare il fenomeno sulla propria pelle. Ancora nel 2018 la struttura ha ospitato 15 donne e 17 bambini, arrivati su segnalazione dei vari servizi presenti sul territorio, delle forze dell’ordine e dell’Ufficio per l’aiuto alle vittime di reato. Due, poi, le donne – entrambe accompagnate da tre figli – ospitate nell’appartamento di cui l’associazione dispone dal 2015.

E proprio la presenza dei minori ha permesso alla presidente Linda Cima-Vairora di mettere in risalto la necessità di focalizzare gli interventi su tutti i membri del nucleo familiare. In particolare, ha ricordato nella sua relazione, le operatrici di Casa Armònia prestano particolare attenzione ai figli delle donne ospitate, rispettando i loro rimi e i loro bisogni. Evitando, ad esempio, che presenzino agli incontri dove la madre potrebbe esternare sentimenti e riflessioni negativi nei confronti dell’altro genitore e cercando di renderla consapevole dell’importanza di evitare questo genere di comportamenti. Nelle attività con i bambini si cerca anche di offrire proposte che possano aiutare a scaricare le tensioni interiori. Inoltre vengono tenuti contatti con il contesto scolastico.

Durante l’assemblea è poi stata focalizzata anche la problematica della presa a carico degli uomini, nella maggior parte dei casi autori della violenza domestica. Questi ultimi, ha sottolineato la presidente dell’associazione, manifestano quasi sempre grosse difficoltà a dar voce al proprio vissuto e a mettersi in discussione. Contrariamente alla donna che, si è ancora detto, «più facilmente accetta di esprimere le sue difficoltà e che, se inizia un cammino di crescita, riesce poi a mettere in atto cambiamenti nella sua situazione di vita». Da qui l’auspicio dell’associazione Armònia che per l’uomo, oltre alla possibilità già esistente di contattare l’Ufficio di assistenza riabilitativa, venga creato anche un servizio specifico di aiuto volto a permettergli di lavorare sulla problematica.

Durante l’assemblea si sono poi ricordati gli altri servizi a disposizione del pubblico. Fra questi, il servizio di picchetto, attivo giorno e notte, 7 giorni su 7, per ascoltare, informare e accogliere. Per quanto riguarda il Consultorio Alissa, nel 2018 è stata offerta consulenze a 79 donne, 13 uomini, 1 coppia e 15 servizi. Numerose sono state le chiamate telefoniche allo 091/826.13.75, effettuate prevalentemente da utenti di nazionalità svizzera. Da dodici anni la struttura svolge un’attività di ascolto, sostegno e orientamento per donne e uomini confrontati con problemi coniugali.

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