Nemmeno Fido va in ferie e le pensioni soffrono

Pandemia

Praticamente bloccata l’attività sia dei privati sia delle Protezioni animali, con conseguenze finanziarie non indifferenti

Nemmeno Fido va in ferie e le pensioni soffrono
I proprietari non partono o restano nei paraggi e non hanno quindi necessità di affidare i loro cani ad altri. ©CdT/Archivio

Nemmeno Fido va in ferie e le pensioni soffrono

I proprietari non partono o restano nei paraggi e non hanno quindi necessità di affidare i loro cani ad altri. ©CdT/Archivio

Mentre alberghi e campeggi stanno risalendo la china grazie al ritorno (e all’incremento) del turismo interno, le pensioni per animali sono invece in grande difficoltà a causa del fenomeno inverso: le mancate partenze. I proprietari che rinunciano alle vacanze o che optano per un soggiorno nelle vicinanze, infatti, non hanno necessità di affidare ad altri i propri beniamini. E le conseguenze si sentono.

La «rovina» del telelavoro

La problematica sta interessando sia le attività private sia quella delle società di protezione degli animali. «In effetti – conferma al CdT Athos Binaghi, titolare di una pensione per cani a Minusio – questo sarà un anno a dimenticare. Durante il lockdown tutto si è ovviamente bloccato. E non parlo solo delle pensioni. Ci sono anche venuti a mancare quei cani che ci venivano affidati giornalmente mentre i proprietari erano fuori casa. Questi ultimi, grazie al telelavoro, non hanno più avuto bisogno di noi». Con la ripresa delle attività qualcosina si è mosso. E anche qualche richiesta per ferie è arrivata. «Ma stiamo parlando – conclude Binaghi – di 2 a giugno, 1 a luglio e 2 ad agosto. Nulla rispetto alle annate normali. Una vera rovina, tenuto conto che non possiamo beneficiare di alcun aiuto».

Annullamenti a raffica

Stesso discorso per la Società protezione degli animali del Locarnese e Valli (Spalv), normalmente molto gettonata per quanto riguarda le pensioni. «A fine aprile – racconta la segretaria e custode Loredana Viale – sono state annullate tutte le prenotazioni che erano entrate fra febbraio e marzo. A maggio e giugno si era mosso qualcosa, ma anche lì, poi, la maggior parte dei proprietari si sono ritirati. Nelle ultime settimane abbiamo avuto 2 o 3 cani in pensione, quando di solito dal 15 giugno abbiamo tutti i 17 box praticamente sempre al completo. Le conseguenze finanziarie? Molto pesanti. Basta calcolare che la tariffa è di 30 franchi al giorno per cane...». Facendo buon viso a cattiva sorte, la Spalv – oltre a garantire il consueto picchetto – ha anche approfittato della momentanea stasi per svolgere qualche attività per la quale di solito manca il tempo. «Ad esempio – prosegue Viale – abbiamo catturato numerose gatte gravide, che ora hanno partorito e i cui cuccioli sono tutti stati adottati». Difficile, per ora, azzardare un bilancio della stagione. «Che sarà comunque pesante – conclude la nostra interlocutrice – considerando che stiamo già registrando anche una contrazione delle donazioni».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Locarno
  • 1
  • 1