«No al mega-resort tra il Monte Brè e Cardada»

Città

Dall’associazione di quartiere Solduno-Ponte Brolla-Vattagne una presa di posizione contraria al progetto in via di definizione sulla montagna che sovrasta Locarno

«No al mega-resort tra il Monte Brè e Cardada»
Il Monte Brè ripreso dall’alto. (fotopedrazzini.ch)

«No al mega-resort tra il Monte Brè e Cardada»

Il Monte Brè ripreso dall’alto. (fotopedrazzini.ch)

LOCARNO – Quel progetto non s’ha da fare. Il Comitato dell’associazione di quartiere Solduno-Ponte Brolla-Vattagne esprime una posizione contraria al previsto mega-resort, che un team di investitori vorrebbe realizzare a Monte Brè, con un’estensione anche verso Colmanicchio/Cardada. Nella presa di posizione, inviata alla stampa, il comitato si fa portavoce di numerosi abitanti del comparto che fa capo all’associazione, soprattutto dei terrieri di Solduno che sul Monte Brè hanno diversi sedimi e proprietà. «Il no dell’associazione alla realizzazione di questo mega-resort tiene conto di una serie di argomentazioni portate avanti in particolare dal gruppo Salva Monte Bré, organismo costituitosi per difendere gli aspetti paesaggistici, ambientali ed ecologici della montagna che sovrasta Locarno», si legge nella nota inviata alla redazione. «A tal proposito, il comitato dell’associazione di quartiere ricorda come l’impatto negativo, che un progetto quale quello previsto genererebbe sulla montagna, sarebbe considerevole sotto diversi punti di vista». A cominciare da quello architettonico-edilizio, «con l’inserimento di infrastrutture poco compatibili e facilmente in netto contrasto con la tipicità locale». Si intravedono poi «inevitabili problemi generati dal traffico, tenendo in particolare conto del fatto che l’attuale strada carrabile non è concepita per grandi flussi e neppure per il viavai di mezzi pesanti nella fase di cantiere». A ciò si assocerebbero «i disagi creati dal rumore, dall’inquinamento, dall’incremento della produzione di rifiuti e dal completo e irreparabile snaturamento delle peculiarità e caratteristiche che determinano oggi la bellezza di questo quartiere della Città situato in quota». Non da ultimo, il comitato dell’associazione di quartiere pone anche l’accento sulle attuali norme di Piano regolatore. Norme che, per quanto è dato sapere, non risulterebbero in sintonia con l’inserimento del mega-resort e di tutti i suoi annessi. «Inoltre, occorrerebbe anche considerare che le attuali infrastrutture di servizio (condotte dell’acqua, distribuzione dell’elettricità, sicurezza incendi, ecc.) non sono verosimilmente calibrate per soddisfare le esigenze di un complesso come quello previsto», conclude la nota. «Da qui la presa di posizione contraria della nostra associazione e il pieno sostegno al Gruppo Salva Monte Bré di recente costituito».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Locarno
  • 1

    L’acqua resta potabile nonostante la torbidità

    Verzasca

    Il problema, che riguarda i comuni di Minusio e Tenero-Contra, è dovuto allo svuotamento del bacino idroelettrico di Vogorno che ha provocato la mobilizzazione di sedimenti e l’intorbidimento delle acque del fiume a valle della diga - Il Dipartimento del territorio raccomanda in ogni caso alla popolazione un uso parsimonioso dell’acqua potabile

  • 2
  • 3

    Una gelata di ricorsi ritarda ancora la fioritura del Parco Balli

    Polomone verde

    Dopo il via libera del Governo all’approvazione del Legislativodi Locarno, nuovi ostacoli sul cammino della variante pianificatoria – In attesa di poter lanciare il concorso di progettazione, il giardino sarà comunque riaperto provvisoriamente al pubblico in primavera

  • 4

    Il delitto di Muralto tornerà in aula

    Locarno

    Gli avvocati del 32.enne tedesco, Yasar Ravi e Luisa Polli, hanno inoltrato la dichiarazione di appello dopo aver esaminato le motivazioni scritte della sentenza di primo grado

  • 5

    Anno decisivo per un castello che vuol tornare a pulsare

    Locarno

    L’obiettivo del Municipio è presentare la richiesta di credito legata al recupero del maniero entro la fine del 2022 – A breve il primo incontro con l’Ufficio dei beni culturali per concordare gli interventi il cui costo è stimato in 15 milioni

  • 1
  • 1