Non demordono i promotori del resort di lusso al Monte Brè

Locarno

La Aedartis AG intende proseguire con la procedura per la pubblicazione del progetto alberghiero-residenziale – Ma, vista la Zona di pianificazione istituita dalle autorità cittadine, è praticamente già certo che la licenza edilizia sarà negata

Non demordono i promotori del resort di lusso al Monte Brè
Il complesso alberghiero-residenziale dovrebbe occupare una superficie di circa 15 mila metri quadrati. ©Aedartis AG

Non demordono i promotori del resort di lusso al Monte Brè

Il complesso alberghiero-residenziale dovrebbe occupare una superficie di circa 15 mila metri quadrati. ©Aedartis AG

Non demordono i promotori del resort di lusso al Monte Brè

Non demordono i promotori del resort di lusso al Monte Brè

Non demordono i promotori del resort di lusso al Monte Brè

Non demordono i promotori del resort di lusso al Monte Brè

Non demordono i promotori del resort di lusso al Monte Brè
Il Monte Brè sopra Locarno, per il quale la Città ha istituito una Zona di pianificazione che lo tutela per cinque anni. ©Pedrazzini

Non demordono i promotori del resort di lusso al Monte Brè

Il Monte Brè sopra Locarno, per il quale la Città ha istituito una Zona di pianificazione che lo tutela per cinque anni. ©Pedrazzini

Un anno fa era ancora tempo di polemiche, con gli iniziativisti che accusavano le autorità cittadine di immobilismo e il Municipio che rispondeva per le rime. Poi la Zona di pianificazione (ZP) – strumento voluto per la tutela temporanea del comparto montano – è entrata in vigore ed è quindi stata la volta dei promotori del progetto di farsi avanti, con la consegna – nello scorso febbraio – della documentazione necessaria per la domanda di costruzione. Da allora, complice il blocco generalizzato da COVID-19, del resort di lusso Borgo Miranda, che la Aedartis AG di Pfäffikon vorrebbe realizzare sul Monte Brè sopra Locarno, non si è più parlato. Ma le cose non si sono fermate, anzi. L’ultimo dubbio riguardava la pubblicazione del progetto: la procedura sarebbe andata avanti, vista l’istituzione della ZP, ci si chiedeva. Beh, pare proprio di sì, visti gli ultimi sviluppi. I promotori del resort, insomma, sembrano non voler demordere.

Un esame approfondito

Dopo il deposito della domanda di costruzione a palazzo Marcacci, dunque, la fattispecie ha seguito la strada ordinaria. «Come per ogni altro dossier del genere – spiega al CdT l’ingegner André Engelhardt, direttore della Divisione urbanistica e infrastrutture della Città – abbiamo esaminato la documentazione inoltrata. In tale ambito sono stati riscontrati alcuni aspetti non conformi, la mancanza di qualche dato e parametri non rispettati». La prassi vuole che in questi casi tali osservazioni siano trasmesse ai richiedenti, in modo che possano rimediare. Con la la Aedartis AG si è però andati oltre, ribadendo nella missiva anche il fatto che per l’area in questione (quella cioè del Monte Brè e di Colmanicchio) è entrata in vigore (e lo rimarrà per 5 anni) la Zona di pianificazione di cui parlavamo all’inizio, voluta dal Municipio, dopo la riuscita dell’iniziativa popolare comunale lanciata da Salva Monte Brè, per tutelare temporaneamente l’area. «Ciò nonostante – prosegue Engelhardt – i promotori ci hanno fatto sapere proprio di recente di essere all’opera per raccogliere i dati che mancavano e per mettere in atto le correzioni richieste. L’incartamento dovrebbe esserci ritornato a breve». La società di Pfäffikon è dunque intenzionata ad andare avanti.

Un esito ormai scontato

Una scelta sicuramente legittima, il cui esito è però ormai praticamente scontato. Se, infatti, il progetto presentato è stato allestito tenendo conto del Piano regolatore (PR) attualmente in vigore, in questa fase una domanda di costruzione dovrebbe invece essere conforme a quelli che sono gli obiettivi della Zona di pianificazione istituita dal Municipio, voluta per tutelare la zona in vista di un riesame e di una eventuale riduzione degli odierni parametri di edificabilità. In parole povere, così come richiesto dagli iniziativisti (vedi box a lato), le possibilità di costruire sul Monte Brè e a Colmanicchio saranno molto probabilmente ridotte di parecchio rispetto ad oggi. Vi è dunque da aspettarsi che il resort Borgo Miranda, così come concepito, non rientrerà più in tali parametri. Il progetto prevede, lo ricordiamo, la ristrutturazione e l’ampliamento del vecchio albergo (con 17 camere e una SPA) e, attorno, una sorta di villaggio montano composto da nuovi rustici per complessivi 53 appartamenti.

Si va avanti anche con l’iniziativa

Sono quasi pronte le proposte dell’esperto che sta valutando un riesame dei parametri pianificatori per Monte Brè e Colmanicchio, A confermarlo è il vice sindaco di Locarno Paolo Caroni. Una volta pronto, il documento sarà condiviso con la Commissione PR del Legislativo, chiamata ad esprimersi sull’iniziativa popolare, sostenuta da 1.868 firme.

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