Oleandri al quartiere Rusca, i tempi di Napoleone sono lontani

Territorio

Il Municipio di Locarno giudica fuori contesto la citazione storica dei Verdi sui soldati avvelenati per aver utilizzato i rami di questa specie di pianta

Oleandri al quartiere Rusca, i tempi di Napoleone sono lontani
Il Parco della Pace è una delle tante oasi cittadine che compongono il polmone verde di Locarno. ©CdT/Archivio

Oleandri al quartiere Rusca, i tempi di Napoleone sono lontani

Il Parco della Pace è una delle tante oasi cittadine che compongono il polmone verde di Locarno. ©CdT/Archivio

È possibile che abbia provocato la morte di un gruppo di soldati di napoleone che ne avevano adoperato i rami per farne degli spiedini, ma non ci risulta che si sia mai pensato ad un divieto di utilizzo dell’oleandro, specie presente in svariati giardini e piazzali, quale pianta ornamentale non commestibile. Questo il tenore della risposta che il Municipio di Locarno dà all’interrogazione dei Verdi i quali chiedeva appunto lumi sul fatto che, secondo una direttiva dell’Ufficio tecnico, nel quartiere Rusca si debba optare per quel tipo di pianta quale arredo verde in caso di sistemazione della fascia privata ad uso pubblico. Ritenendo la citazione storica sulla pericolosità dell’oleandro riporta dai Verdi «decisamente fuori contesto» poiché non vi ravvede «una relazione concreta tra quanto avvenuto tra oltre dune secoli or sono e l’uso comune dell’oleandro nella nostra realtà», l’Esecutivo cittadino spiega come la scelta di ricorrere a questo tipo di pianta nel quartiere Rusca sia da ricondurre «alla sua resistenza alle varie condizioni climatiche, come pure all’inquinamento stradale. Inoltre è un sempreverde che garantisce una fioritura durante tutto l’arco dell’anno». E al riguardo del suo apparato radicale, che secondo i Verdi è da ritenersi invasivo dato che si propaga in profondità, il Municipio precisa che «non ha mai creato problemi alla pavimentazione soprastante, indipendentemente dal genere (asfalto, selciato, ecc.)». Insomma, «l’oleandro ad alberello ben si presta in un contesto ad alta densità edificatoria dove l’ombreggiatura è data dagli edifici collocati lungo gli assi stradali».

Un patrimonio da gestire

Al di là della questione puntuale sugli oleandri, rispondendo all’interrogazione dei Verdi l’Esecutivo osserva che secondo le statistiche cantonali la superficie del verde urbano a Locarno è pari al 14,2% di quella totale della Città, «una percentuale ben superiore a quella degli altri centri del cantone». Un polmone verde che offre innumerevoli benefici di tipo ambientale, protettivo, sanitario, sociale, ricreativo ed estetico; un patrimonio importante, da gestire e sviluppare in funzione di innumerevoli parametri, anche attuali quali i mutamenti climatici e la salvaguardia della biodiversità. Proprio per questo la Città segue le indicazioni contenute nel piano d’azione della Strategia biodiversità svizzera varato nel 2017 dal Consiglio federale operando in modo corale con il Cantone e gli altri Comuni ticinesi nell’ambito della gestione degli spazi verdi urbani.

Analisi ambientale

Quindi «i progetti che prevedono una messa a dimora di nuove alberature partono sempre da un’analisi dell’ambiente circostante» considerando diverse peculiarità legate «allo sviluppo urbanistico, ai cambiamenti climatici, alle isole di calore, alla capacità di assorbimento di anidride carbonica, ai parametri del Piano regolatore, alle dimensioni e agli ingombri presunti dell’albero adulto, agli orientamenti degli assi stradali».

Piante autoctone in primis

Per i viali alberati, si legge ancora nella risposta del Municipio all’interrogazione dei Verdi, si prediligono piante autoctone quali, ad esempio, querce, olmi, tigli, salici, conifere frassini o altri alberi indigeni. Ma non solo: la scelta cade anche su altre specie ornamentali che si possono ormai considerare «naturalizzate» quali, tra le tante, lecci, faggi rossi, aceri rossi, camelie e, beninteso, oleandri.

Il patrimonio arboreo della Città va anche mantenuto. A tal riguardo il Municipio precisa che gli interventi importanti o delicati di potatura, sfoltimento o riduzione della chioma sono eseguiti sotto la direzione del caposervizio del verde pubblico con la collaborazione di ditte specializzate e rinomate del settore. «Alla luce dei risultati soddisfacenti ottenuti negli ultimi anni, il Municipio intende proseguire su questa via, coerentemente alle disponibilità finanziarie a disposizione e conscio che il lavoro è ancora molto, data l’età avanzata di molti alberi».

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