«Prendiamoci la gestione del bacino svizzero»

Verbano

Una mozione del consigliere nazionale Bruno Storni e cofirmatari chiede a Berna di disdire la convenzione internazionale e avviare le trattative per un servizio in mani elvetiche – Da decenni l’offerta perde di qualità e non raggiunge più gli standard di una regione turistica

«Prendiamoci la gestione del bacino svizzero»
Il servizio offerto, così come lo stato delle navi, non soddisfa le esigenze del mercato. © Garbani

«Prendiamoci la gestione del bacino svizzero»

Il servizio offerto, così come lo stato delle navi, non soddisfa le esigenze del mercato. © Garbani

Il servizio di navigazione sul bacino svizzero del Lago Maggiore, ormai da decenni, «perde gradualmente di qualità, tanto che da tempo non raggiunge più gli standard richiesti per una regione turistica». A ribadirlo il consigliere nazionale di Gordola Bruno Storni (PS), che con una mozione – firmata anche dai deputati ticinesi Rocco Cattaneo, Alex Farinelli, Piero Marchesi, Lorenzo Quadri, Fabio Regazzi e Marco Romano – chiede dunque di disdire la convenzione internazionale per la disciplina della navigazione sul Verbano e sul Ceresio, avviando di riflesso i negoziati per una nuova convenzione, con la relativa concessione, che preveda «una gestione separata del bacino svizzero del Lago Maggiore».

Navi vetuste e inquinanti
Il Verbano, sottolinea Storni nella mozione, «è la principale attrazione paesaggistica del Sopraceneri», e con le Isole di Brissago – un unicum in Ticino – «rappresenta un grande valore turistico».

Purtroppo, constata però il deputato, «il servizio di navigazione non è all’altezza». E a comprova della sua valutazione cita «navi vetuste», un «servizio limitato», l’impossibilità di rinnovare «la flotta con natanti moderni a propulsione elettrica e di sostituire le vecchie navi noleggiate dalla Gestione Governativa Navigazione Laghi (GGNL)».

Una situazione che si è consolidata anche dopo l’avvio della gestione da parte del consorzio, composto dalla Società Navigazione Lago di Lugano e dalla Navigazione Lago Maggiore con sede in Italia ad Arona, «visti i limiti imposti da parte italiana in particolare sul materiale navigabile».

Situazione penalizzante
Il tutto viene valutato dai consiglieri nazionali come «molto penalizzante per l’economia turistica del Cantone e per l’ambiente». Di qui la constatazione che sia «più che mai giunto il momento per cambiare, disdicendo l’accordo e negoziarne uno nuovo che preveda una gestione separata del bacino svizzero del Lago Maggiore».

E anche paradossale
La mozione, che propone un cambio di rotta storico, segue a ruota una lettera indirizzata dall’Ente regionale per lo sviluppo del Locarnese e della Vallemaggia (ERS-LVM) al Cantone, affinché intervenga a Berna, appunto, per cambiare una situazione definita tanto complessa quanto paradossale. Sul Verbano, rammentava l’ERS-LVM, operano infatti due compagnie di navigazione: la concessionaria italiana Gestione Governativa dei Servizi Pubblici di Linea di Navigazione sui Laghi Maggiore, di Garda e di Como, che si occupa del traffico internazionale Italia-Svizzera, e la Società navigazione Lago di Lugano (SNL), che gestisce la navigazione interna. «Secondo logica – sottolineava dunque l’ERS-LVM – il traffico viaggiatori interno dovrebbe essere gestito dalla SNL in autonomia e nel rispetto delle esigenze del territorio e del mercato turistico di riferimento, prevalentemente svizzero». Questo, per altro, «era anche l’intendimento del memorandum d’intesa firmato dai ministri Leuthard e Delrio nel 2016 e confermato dal piano industriale di SNL del 2017, che tra le altre cose prevedeva entro pochi anni un rinnovo della flotta con almeno due nuovi natanti svizzeri e completamente elettrici sul Lago di Locarno».
In generale, rimarcava infine l’ERS-LVM, la situazione venutasi a creare è lesiva degli interessi svizzeri e anche del pieno rispetto della sovranità sul territorio elvetico. «È inoltre illogico che una navigazione puramente interna sia disciplinata da una convenzione internazionale piuttosto che dalle leggi interne sulla navigazione e sul trasporto viaggiatori», annotava l’Ente chiedendo al Cantone di mobilitarsi nei confronti di Berna affinché vengano presi al più presto dei provvedimenti concreti.

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