Protezione del Teatro: un finale tutto da scrivere

Locarno

Municipio e Commissione PR vogliono vincolare l’utilizzo dell’area, ma non salvaguardare lo stabile esistente – Mentre l’Associazione degli amici continua a battersi per una tutela che metta al riparo l’edificio da una demolizione

Protezione del Teatro: un finale tutto da scrivere
Permangono le divergenze sulla tutela dell’edificio del Teatro di Locarno. © CdT/Archivio

Protezione del Teatro: un finale tutto da scrivere

Permangono le divergenze sulla tutela dell’edificio del Teatro di Locarno. © CdT/Archivio

La Città e l’Associazione amici del Teatro non sembrano proprio trovare un punto di convergenza sulla tutela dello stabile dell’ex Kursaal. Anzi, rimangono su posizioni assai distanti. Il tutto è da iscrivere nell’ambito del messaggio municipale, al vaglio della Commissione del Piano regolatore, che concerne il Piano particolareggiato del centro urbano. Ebbene, in una lettera agli Amici l’Esecutivo spiega che i commissari, «recepita la vostra preoccupazione relativa al futuro del Teatro, pur non intravedendo le premesse per una tutela dell’edificio, hanno manifestato l’intenzione di proporre una parallela modifica [...], inserendo il vincolo di utilizzo quale ‘teatro’». Il tutto «codificando così la vostra volontà di mantenere il Teatro in centro città, volontà per altro condivisa anche dal Municipio».

Il Teatro e non un teatro
E proprio sulle volontà degli Amici – il cui presidente è Diego Erba, mentre il segretario è Athos Mecca – v’è forse stato un fraintendimento. Il loro auspicio, e come vedremo non solo il loro, non è quello da mantenere un teatro in centro. Ma di preservare la struttura esistente con il suo significato storico. Su questo la risoluzione votata (all’unanimità di oltre 110 presenti) durante una recente assemblea era chiara. Il Comitato è stato incaricato di «mettere in atto ogni azione volta a perseguire quest’obiettivo (ndr. la salvaguardia del Teatro) d’indubbio valore culturale e storico, a maggior ragione che il Teatro cittadino fa parte dell’Inventario degli insediamenti svizzeri da proteggere». Alle prese di posizione degli Amici, dunque, sono seguite anche numerose sollecitazioni di enti e associazioni – si spiega inoltre in una lettera di risposta inviata di recente al Municipio – volte a tutelare l’attuale edificio [...], con particolare riferimento alla sala, alla configurazione del comparto che si estende dalla Magnolia al Debarcadero» e che il messaggio in questione riconosce appunto come «bene culturale, ad esclusione però del Teatro di Locarno». A sostenere la «causa» degli Amici anche la Società ticinese per l’arte e la natura (STAN), l’Associazione Dante Alighieri, l’Associazione Amici di Casa Rusca e la Società storica locarnese, nonché i Municipi di Muralto, Orselina e Minusio, Comuni comproprietari della struttura. Senza tralasciare le indicazioni espresse nel 2012 dal Dipartimento del territorio, secondo il quale il «manufatto, contrariamente a quanto sostenuto dal Municipio cittadino», merita «di essere valorizzato e conservato con il vincolo di un bene culturale d’interesse locale».

Una struttura alta come l’UBS
Mentre le disposizioni che si intenderebbero applicare nel prossimo futuro, all’articolo concernente appunto il Kursaal recitano: «È ammessa la demolizione e la ricostruzione di un edificio nel limite degli ingombri e delle altezze fissate nel Piano dell’edificazione; per il resto sono applicabili le disposizioni vigenti per l’area delle nuove costruzioni». Gli Amici del Teatro, quindi, sottolineano che questo permetterà di sostituire il volume dell’attuale edificio con un nuovo edificio, sul perimetro di quello esistente originario, ma con un’altezza tale da poter fare il paio con il volume dello stabile UBS (ex palazzo postale)». E ciò è proprio quanto non vorrebbero, ritenendo che vi siano «soluzioni architettoniche che possano valorizzare l’edificio esistente».

Esclusione incomprensibile
Gli Amici, evidentemente, non possono in conclusione appoggiare la proposta dell’Esecutivo cittadino. E faticano anche a comprendere come il Piano particolareggiato (non ancora in vigore) «abbia potuto escludere dagli edifici con vincolo di mantenimento il Teatro cittadino, per attribuire invece questo riconoscimento a tutte le proprietà già tutelate dal precedente PR e a tre nuovi mappali»: parzialmente lo stabile ex Migros, quello della banca di Sondrio e quello del Garni Millenium.

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