Quei droni curiosi e invadenti che prendono d’assalto la diga

L’appello

L’Ufficio federale dell’aviazione civile rende attenti sulle norme da rispettare e sui possibili conflitti con gli elicotteri

Quei droni curiosi e invadenti che prendono d’assalto la diga
In questi giorni in Verzasca si possono scattare immagini e realizzare filmati suggestivi. Attenzione, però, a rispettare le regole, soprattutto con i droni. © CdT/Chiara Zocchetti

Quei droni curiosi e invadenti che prendono d’assalto la diga

In questi giorni in Verzasca si possono scattare immagini e realizzare filmati suggestivi. Attenzione, però, a rispettare le regole, soprattutto con i droni. © CdT/Chiara Zocchetti

Lo stiamo ripetendo a scadenze regolari: la diga della Verzasca che si sta pian piano svuotando (per permettere la prima revisione completa nella storia dell’impianto) ha un indiscutibile fascino che attira in valle centinaia di curiosi. Fra gli abitanti, invece, suscita una certa malinconia e anche rimpianti legati a ciò a cui hanno dovuto rinunciare per far posto al bacino idroelettrico. In tutto questo corollario di emozioni sta venendo alla luce anche una problematica messa in rilievo di recente dall’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC): la folta presenza di droni, spesso utilizzati per effettuar riprese sopra il lago ormai quasi vuoto.

Un punto di riferimento
Nella sua recente nota l’UFAC mette in evidenza come diversi piloti di drone parrebbero «aver dimenticato le regole che la legge impone loro e si rendono così perseguibili e sanzionabili». L’ufficio federale sottolinea poi il rischio che si creino conflitti e situazioni di pericolo potenzialmente gravi per gli elicotteri delle compagnie attive nella regione. «Anche perché – prosegue la nota – la diga è utilizzata come punto di riferimento per la navigazione verso le aree d’atterraggio di Selvatica, Vogorno e Mergoscia, come anche verso i Monti Motti o i Monti di Lego». Senza contare il rischio di ostacolare operazioni di salvataggio della Rega come quella effettuata di recente all’interno del bacino.

Norme da rispettare
L’UFAC ricorda poi le norme che i piloti di droni devono rispettare. La diga, ad esempio, si trova nel raggio di 5 chilometri dall’aeroporto cantonale quindi i velivoli con un peso maggiore di 500 grammi non possono volare in zona se non autorizzati da Skyguide. Il drone deve essere in ogni caso mantenuto sotto costante contatto visivo, a distanza dagli altri velivoli e ad almeno 100 metri da assembramenti di persone. Infine la morfologia della valle può rendere difficoltosa la ricezione del segnale GPS, con il rischio che il drone si allontani autonomamente.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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