Quel mistero delle donne sparite in fondo al lago

Gambarogno

Un cortometraggio «noir» girato a Vira approda al festival del film di Soletta

Quel mistero delle donne sparite in fondo al lago
Il mistero delle donne annegate nelle acque del Verbano in un cortometraggio girato a Vira. © CdT/Archivio

Quel mistero delle donne sparite in fondo al lago

Il mistero delle donne annegate nelle acque del Verbano in un cortometraggio girato a Vira. © CdT/Archivio

Le sponde e le acque del Gambarogno alla conquista del Festival del film di Soletta con un cortometraggio «noir». La manifestazione cinematografica, giunta alla sua 56.ma edizione, a causa della pandemia è in programma solo sul web fino al 27 gennaio. Tra i film annunciati nel programma «virtuale» del festival che sono stati girati in Ticino e sostenuti dalla Ticino Film Commission, troviamo due fiction, due documentari e un cortometraggio. Il cortometraggio, che s’intitola «Tuffo», è stato girato nell’autunno del 2019 a Vira Gambarogno e, complice un casting effettuato direttamente in loco, ha visto come comparse alcuni residenti della località sulle sponde del Lago Maggiore. Il film, come annuncia lo stesso regista, il trentenne Jean-Guillaume Sonnier, in una lettera aperta indirizzata ad autorità e abitanti del Gambarogno, sarà proiettato sul sito del festival solettese in anteprima nazionale. «Una proiezione con accessi limitati – sottolinea Sonnier nella sua missiva -. Però non dispero, appena superata l’emergenza Covid, di poter organizzare una serata pubblica in Ticino per scoprire insieme il film. Abbiamo scelto il Festival di Soletta perché non volevamo ulteriormente ritardare la promozione del film. Nonostante l’incertezza che ci circonda, ci stiamo impegnando per offrire al cortometraggio girato nel Gambarogno una promozione più ricca possibile per onorare il vostro lavoro e la vostra fiducia», scrive ancora il regista.
Agente «acquofobo»

Il cortometraggio, della durata di 30 minuti e con dialoghi in italiano e svizzero-tedesco (sottotitolato in inglese) narra le vicende di un agente della Polizia cantonale, Bernardo (interpretato da Bruno Todeschini), che pur avendo un’autentica fobia dell’acqua si vede costretto ad immergersi più volte nel Verbano per cercare di risolvere alcune misteriose sparizioni da diverse generazioni di donne del luogo. Di fronte ai miti e alle credenze di una regione dove il lago sembra essere l’unico sospettato, nella sua impossibile indagine Bernardo, insieme alla figlia Aline (Nora Generelli), dovrà dunque sopravvivere alle sue paure. Il cortometraggio, prodotto dalla losannese Casa Azul Films, dalla SSR (che lo trasmetterà nel corso del 2021) e dalla Cinedokké Film Production di Savosa, ha avuto un concreto sostegno dal Comune di Gambarogno durante le due settimane del cortometraggio. «Il film – sottolineava il Municipio - reinterpreta le specificità regionali del territorio, culturali e turistiche, per integrarle in una narrazione cinematografica universale. Sostenendo questa iniziativa abbiamo la convinzione che si possa ulteriormente promuovere a livello nazionale e internazionale la Riviera del Gambarogno», sottolineò l’Esecutivo.
Rassegna estiva

Pandemia permettendo, probabilmente il «Tuffo» di Jean-Guillaume Sonnier sarà uno dei titoli più attesi della rassegna «Cinema all’aperto» che da oltre un ventennio si svolge in estate nel suggestivo sagrato della chiesa parrocchiale di Vira. L’edizione del 2020 è stata annullata, ma si spera di tornare a riproporla quest’anno.

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