«Questa sera il prefestival sarà il nostro banco di prova»

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A un giorno dall’inaugurazione ufficiale Raphaël Brunschwig fa il punto: «Il certificato COVID servirà solo per la Piazza Grande, il Fevi e per la Rotonda»

 «Questa sera il prefestival sarà il nostro banco di prova»
Tutto il Festival quest’anno sarà su prenotazione.

«Questa sera il prefestival sarà il nostro banco di prova»

Tutto il Festival quest’anno sarà su prenotazione.

Il banco di prova organizzativo per il Pardo inizia oggi, con il prefestival. «Sarà una sorta di test per tutta la manifestazione. In Piazza Grande, questa sera, verrà proiettato Lynx del regista svizzero Laurent Geslin. Come da tradizione sarà una serata gratuita, pensata anche per i più piccoli». A parlare è il direttore operativo del Locarno Film Festival Raphaël Brunschwig. Lo contattiamo a 24 ore dall’inaugurazione ufficiale che si terrà domani, mercoledì 4 agosto.

Le due regole di base

E allora iniziamo con le novità organizzative imposte dalla situazione sanitaria: «La prima regola è che bisogna prenotare il proprio posto, tramite l’app Locarno 74, oppure attraverso il sito Locarnofestival.ch. La seconda regola è che per accedere in Piazza Grande (alla sera), al Fevi e in Rotonda (alla sera) servirà il certificato COVID. Chi non ce l’ha potrà farsi testare o guardarsi il film della Piazza Grande a La Sala. Oltre alle farmacie della regione, sarà operativo un Centro alla Peschiera. Anche in questo caso i test possono essere prenotati online». Per le restanti 11 sale, invece, il certificato COVID non sarà necessario, «anche se la prenotazione del posto sarà comunque obbligatoria», chiosa Brunschwig. Nelle 11 sale la capienza sarà limitata a due terzi mentre la mascherina sarà obbligatoria. «La capienza dei luoghi con certificato COVID, invece, rimane quasi invariata, mentre l’uso della mascherina non sarà obbligatorio in Piazza Grande. Per contro, la richiederemo al Fevi dove potranno essere accolte 2.800 persone; in Piazza Grande tra le 6 e le 7 mila». Un migliaio in meno rispetto agli anni passati. Queste, grosso modo, le nuove disposizioni: «È chiaro che non sarà come in passato. Possiamo però dire di aver fatto il possibile per semplificare ogni passaggio, rendendo il festival fruibile a tutti, secondo quello spirito di libertà che ha sempre contraddistinto questa manifestazione». Intanto, i primi riscontri sono incoraggianti. «Al momento abbiamo più di 30 mila prenotazioni». Un numero che fa ben sperare, anche se un certo calo di pubblico è già stato messo in conto: «Ci aspettiamo una riduzione del 30%».

Il primo vero grande evento

È chiaro, tutto dipenderà dal contesto generale e dall’evoluzione dei contagi. «Ciò che possiamo dire è di aver fatto il possibile per garantire il primo vero grande evento culturale svizzero (dalla pandemia in poi) in piena sicurezza». L’emergenza sanitaria ha inciso sugli aumenti di spesa con qualche centinaia di migliaia di franchi, ma la vera difficoltà, commenta ancora il direttore, è la complessità organizzativa che si è aggiunta. «Ciò che abbiamo fatto per decenni a livello organizzativo è stato smontato e rimontato». Un cambio di paradigma profondo operato in pochi mesi. «Basterebbe citare la gestione dei nostri ospiti: dalle delegazioni dei film, all’industria cinematografica, alla stampa. Tra i certificati internazionali da allineare ai parametri svizzeri, tra le regole d’ingresso varie, il lavoro è stato davvero enorme». Intanto il numero degli accreditati fa ben sperare gli organizzatori: si parla di circa il 70% rispetto al 2019. «Solamente qualche mese fa, questa percentuale non era per nulla scontata». Ora, dunque, non rimane che attendere, per vedere se la rassegna (anche in questa veste) saprà entrare nei cuori dei festivalieri. «Tutte le informazioni si trovano sull’app, negli infopoint in Piazza Grande e al Fevi, sul sito del Festival o chiamando lo 091 756 21 21».

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