Resort sul Monte Brè, in vista la domanda di costruzione

Locarnese

Nella serata pubblica dei promotori del progetto alberghiero-residenziale in collina però molte domande restano senza risposta

 Resort sul Monte Brè, in vista la domanda di costruzione
Due rendering del progetto «Borgo Miranda» sulla collina locarnese.

Resort sul Monte Brè, in vista la domanda di costruzione

Due rendering del progetto «Borgo Miranda» sulla collina locarnese.

 Resort sul Monte Brè, in vista la domanda di costruzione

Resort sul Monte Brè, in vista la domanda di costruzione

Martedì sera si è alzato il velo sul progetto di mega resort sul Monte Brè, complesso alberghiero e residenziale che un gruppo svizzero-tedesco intende costruire sulla collina dei locarnesi. Ma inevitabilmente anche il muro di contrari e scettici, perlopiù residenti nel quartiere, ha gettato le fondamenta per sbarrare la strada ai mezzi di cantiere che affolleranno la collina se e quando si costruirà il resort a cinque stelle. D’altra parte, le oltre 1.800 firme raccolte lo scorso anno, quando s’è cominciata a delineare l’ipotesi di un maxi-resort sul Monte Brè e che chiedevano al Municipio di Locarno di attuare una moratoria per proteggere il territorio interessato dal progetto edilizio, non facevano presagire una serata tranquilla. Il Municipio stesso, fiutando la malparata, in una nota diffusa nel pomeriggio aveva «declinato» l’invito alla presentazione pubblica, «decidendo di attendere la conclusione degli approfondimenti in corso prima di esprimersi ufficialmente». Così al Palacinema, nonostante un sostanzioso aperitivo offerto dai promotori, il gruppo Aedartis AG di Pfäffikon (ZH), martedì sera il clima che si respirava era decisamente pesante nell’affollata Sala 1, dove appunto erano appena stati proiettati rendering e infografie del complesso alberghiero a cinque stelle denominato «Borgo Miranda».

La barriera linguistica

Ad innervosire non poco i presenti, più di 200, è stata innanzitutto la presentazione del progetto con effetti speciali e immagini tridimensionali ma effettuata solo in lingua tedesca sia da parte del CEO di Aedartis, Marc Sontag, sia dall’architetto basilese Patrice Gruner. La traduzione simultanea allestita per l’occasione ha tolto molto alla comprensione dei contenuti illustrati sullo schermo cinematografico.

Design da villaggio montano

Sinteticamente, i promotori, grazie ai capitali forniti da un gruppo di investitori svizzeri - come ha spiegato Sontag - intendono ristrutturare e ampliare l’hotel Monte Bré, chiuso da tempo, mettere a disposizione 17 camere e una SPA,e realizzarvi intorno una sorta di villaggio montano, con gruppi di rustici costruiti ex novo, con 53 appartamenti in tutto di varia metratura, ispirandosi architettonicamente alle case in sasso e legno della Val Bavona. Il tutto su una superficie di circa 15.000 mq che comprende anche aree di svago, piscina e un campo di tennis. Niente di invasivo, insomma, «anzi un complesso che si integra al meraviglioso paesaggio in cui è inserito e lo valorizza, creando una piazzetta con esercizi pubblici, negozi e servizi aperti a tutti, non solo agli ospiti del resort, che attualmente la frazione di Monte Brè non ha», ha spiegato il CEO del gruppo Aedartis, attivo da tempo in Svizzera in altri complessi alberghieri e resort. Ma è stata soprattutto la raffica di domande rimaste praticamente senza risposta e che generalmente si è concentrata sull’impatto ambientale dei lavori (trasporti di materiale, elicotteri), sulla viabilità (stretta e unica strada di accesso al cantiere), sull’approvvigionamento idrico ed energetico e sull’invasione di turisti in una zona altrimenti tranquilla, che ha acceso gli animi in platea. Lo stesso Marc Sontag è apparso spiazzato dal fervore del pubblico in sala e nemmeno l’avvocato Marco Broggini, che cura gli interessi legali del gruppo zurighese in Ticino, è riuscito a placare gli animi. «Il vostro è un progetto opaco, c’è voluta un’iniziativa popolare perché si arrivasse qui. Ma anche adesso non ci volete dare delle risposte semplici sugli effetti collaterali e i disagi che comporteranno i lavori e la messa in esercizio del resort. Voi non salirete con i vostri camion su quella strada, piuttosto mi ci metterò di traverso», ha detto tra gli altri Fabrizio Sirica, consigliere comunale PS e tra i primi firmatari della petizione anti-resort. E poi ancora Marco Ricca, dell’Associazione Salva Monte Brè, ha espresso le sue perplessità: «Avete acquistato circa 30.000 mq di terreni e case, cosa ne farete degli altri 15.000 mq che non utilizzate per il resort?» ha chiesto, ricevendo una vaga risposta da Sontag: «Non abbiamo ancora deciso».

L’incarto è pronto

L’unica certezza scaturita dalla serata e confermata dall’architetto locarnese Aldo Cacchioli, che ha collaborato alla stesura del progetto, è che nei prossimi giorni sarà presentata la domanda di costruzione del «Borgo Miranda». Dopo di che, è facile intuire, si alzerà un muro di sbarramento fatto di opposizioni e ricorsi.

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