Resta il vincolo dei ciottoli per il futuro di piazza Grande

Locarno

Approvato a larga maggioranza il credito per il concorso di progetto che ridisegnerà gli spazi pubblici del centro urbano - Respinti invece vari emendamenti, fra i quali anche quello che chiedeva di non porre limiti per la futura pavimentazione

Resta il vincolo dei ciottoli per il futuro di piazza Grande
Nell’ambito del concorso sarà comunque possibile inserire in piazza Grande nuovi elementi oltre ai ciottoli, che dovranno però prevalere. ©CdT/Archivio

Resta il vincolo dei ciottoli per il futuro di piazza Grande

Nell’ambito del concorso sarà comunque possibile inserire in piazza Grande nuovi elementi oltre ai ciottoli, che dovranno però prevalere. ©CdT/Archivio

Via libera alla riqualificazione di piazza Grande, ma per il cuore di Locarno rimarrà il vincolo della pavimentazione con i ciottoli. Lo ha deciso questa sera il Consiglio comunale, dando la sua approvazione – con 29 favorevoli, 1 contrario e 4 astenuti – al credito di 310 mila franchi grazie ai quali potrà essere organizzato il concorso di progetto per gli spazi pubblici del centro urbano. Per la piazza, appunto, ma anche per tutta l’area che va da piazza Castello al lago. Un passo che in molti, a palazzo Marcacci, non hanno esitato a definire storico (considerato che è da un trentennio che a Locarno si discute della questione). Così come c’è stato chi ha ricordato che si tratta di un’occasione imperdibile per ridare slancio e smalto alla città e alla sua immagine.

Una votazione complessa

Al verdetto finale si è giunti dopo una votazione decisamente complessa, considerando che sul tavolo della presidenza sono giunti, alla fine, ben cinque emendamenti. Il primo era appunto quello legato al vincolo dei ciottoli, che i firmatari del rapporto di minoranza della Gestione (il democentrista Bruno Baeriswyl e il liberale radicale Gianbeato Vetterli) chiedevano di eliminare dal bando di concorso. La loro richiesta è però stata bocciata nell’ambito delle votazioni eventuali. Stessa sorte anche per quattro idee alternative a quelle del Municipio illustrate in sala per i Verdi da Matteo Buzzi. In particolare gli ecologisti chiedevano di mantenere il transito degli autobus in via della Pace e Largo Zorzi (per non allontanare i mezzi pubblici dal centro), di mantenere la via delle Monache aperta al transito solo di fornitori e confinanti, di ampliare l’autosilo di Largo Zorzi solo in alternativa a quello previsto sotto il parco Balli e, infine, di porre un vincolo per la conservazione dell’edificio che ospita il teatro (al centro, lo ricordiamo, di un acceso dibattito in città). A rispondere, punto per punto, sia alle obiezioni dei commissari di minoranza sia agli emendamenti giunti in dirittura d’arrivo è stato il municipale capo dicastero Bruno Buzzini, il quale, per quanto riguarda l’acciottolato, ha ricordato che un vincolo in tal senso diventerà ufficiale quando Bellinzona formalizzerà la propria intenzione di porre piazza Grande sotto la tutela cantonale.

La migliore procedura

Buzzini ha anche spezzato una lancia a favore della procedura scelta: quella a una fase con preselezione. Optare per quella libera a due fasi, come pure auspicato da Baeriswyl e Vetterli, avrebbe, secondo il municipale, complicato molto il lavoro della giuria e fatto lievitare i costi. Da cassare, secondo il capo dicastero, anche le proposte dei Verdi, che avrebbero modificato soluzioni alle quali si è giunti dopo analisi molto approfondite. Infine, proprio rispondendo a Buzzi, lo stesso Buzzini e anche il vice sindaco Paolo Caroni hanno annunciato una recente lettera nella quale l’Esecutivo, nell’ambito della procedura di approvazione dei Piani regolatori dei centri urbano e storico, ha chiesto al Governo di congelare la sede del teatro, rendendo possibile solo un risanamento conservativo come ora. «Nell’ottica – ha concluso Caroni – di un approfondimento futuro».

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