Isole di Brissago

«Rilanciamo ma occhio ai costi»

I commissari della Gestione approvano all’unanimità l’acquisizione del sito turistico da parte del Cantone – Pollice alto anche per i primi 3,8 milioni di investimenti – Va assolutamente migliorata l’accessibilità

«Rilanciamo ma occhio ai costi»
Le Isole di Brissago, un gioiello che va rilanciato. (Fotopedrazzini.ch)

«Rilanciamo ma occhio ai costi»

Le Isole di Brissago, un gioiello che va rilanciato. (Fotopedrazzini.ch)

«Il rilancio delle Isole di Brissago – vero e proprio gioiello del Lago Maggiore nonché patrimonio del territorio e della storia del canton Ticino – è non solo auspicato, ma anche necessario». Ne è convinta la Commissione della gestione e delle finanze del Gran Consiglio, che ieri ha firmato all’unanimità il rapporto (unico per unità di temi) sui messaggi governativi riguardanti la convenzione per l’acquisizione del sito turistico da parte del Cantone e il credito di 3,8 milioni per i primi risanamenti urgenti, nonché per progettare ulteriori misure che possano rendere attraenti le isole. «Scenari alternativi – quali il deperimento graduale o la cessione a dei privati che ne impediscano la fruibilità – non possono essere né accettati, né accettabili», continua il rapporto redatto da Nicola Pini (PLR) e Bruno Storni (PS).
La convenzione prevede che i Comuni di Ascona, Ronco s/Ascona e Brissago cedano le proprie quote delle isole, ricevendo in cambio alcune superfici già destinate a scopi pubblici e situate lungo le rive del lago. Il Cantone, inoltre, ritirerà un debito di circa di circa 250.000 franchi, investirà nelle prime misure urgenti (vedi messaggio da 3,8 milioni) e assumerà un responsabile del progetto (costo: 150.000 franchi). «Resta ancora da capire quanto occorrerà ancora investire per un rilancio in grande stile del comparto», sottolineano però i commissari, aggiungendo che il Governo ha già avanzato una stima di circa 4 milioni.
Se le isole sono ritenute «una splendida realtà cantonale, di valore inestimabile e dal grande potenziale», i commissari non nascondono comunque che l’operazione non è priva di rischi. Specie di natura finanziaria, che potranno e dovranno essere minimizzati «grazie a una gestione la più razionale possibile della struttura e del personale». Da valutare, dunque, «l’accorpamento di tutto il personale sotto un solo Dipartimento, in particolare quello del territorio». Un invito al Consiglio di Stato, quindi, a «a voler concretizzare il maggior numero possibile di sinergie interne ed esterne».
Tra i temi più importanti, ovviamente, quello dell’accessibilità e quindi della navigazione sul Lago Maggiore. «Per il quale sarà importante garantire al più presto non solo un servizio adeguato [...], ma anche una rivalutazione al ribasso dei prezzi». Il messaggio governativo, rimarcano ancora i commissari, spiega che per garantire una reale attrattiva è necessario un servizio con corse ogni 30/60 minuti la mattina in direzione delle isole e il pomeriggio verso Porto Ronco e Ascona. «Al di là degli sforzi intrapresi e ancora da intraprendere per migliorare l’accessibilità delle isole, per questa e altre tratte andrà fatta una seria riflessione sul coinvolgimento anche di altri attori nel finanziamento ricorrente del servizio, in particolare per quanto concerne il trasporto turistico (non coperto dalla Legge sul trasporto pubblico), come anche l’individuazione di altre iniziative puntuali e attrattive, che permettano allo stesso Consorzio di generare degli introiti atti a finanziare la navigazione di linea e possibilmente rendere i prezzi più competitivi», aggiungono ancora Pini e Storni. Sarebbe inoltre da valutare un progetto di ampliamento dei pontili (oggi una decina), destinati ai privati che desiderano raggiungere le isole con la propria barca. Nel rapporto si mette poi in evidenza la necessità di migliorare l’offerta e il posizionamento del «prodotto isole» nel panorama turistico della regione: «la conoscenza delle isole e la possibilità di visitarle deve diventare, per chi raggiunge il Locarnese, un fattore inevitabile».
Infine, i commissari accennano ovviamente anche al rinomato Parco botanico delle isole, il cui mantenimento «appare giustamente scontato».

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