Rubano un gatto delle nevi e ne fanno di tutti i colori

Bosco Gurin

Spiacevole episodio sulle piste del villaggio walser: ignoti hanno danneggiato il mezzo, piste, ringhiere e abbattuto alberi – Karin Zanolini: «Inquieta il fatto che tutto lasci presagire come dietro ai fatti ci sia premeditazione»

Rubano un gatto delle nevi e ne fanno di tutti i colori
Anche il gatto delle nevi è stato danneggiato. © Bosco-Gurin

Rubano un gatto delle nevi e ne fanno di tutti i colori

Anche il gatto delle nevi è stato danneggiato. © Bosco-Gurin

Se di primo acchito la notizia può anche strappare un sorriso, non è stata una semplice bravata quella andata in scena a Bosco Gurin. «Quello che ci inquieta è che dietro alla scorribanda c’è di sicuro premeditazione e quindi l’intenzionalità di procurare dei danni», commenta infatti, raggiunta dal Corriere del Ticino, Karin Zanolini, responsabile comunicazione e marketing della stazione invernale del villaggio walser.
Ma vediamo cosa è accaduto. Tra le 17 di ieri e le 8 di questa mattina un gatto delle nevi Pistenbully modello 200, normalmente stazionato all’ex partenza dello skilift in paese (Casa Pindu) è stato preso «in affitto abusivo», appunto, per una scorribanda fino a Rossboda (andata e ritorno). Il tutto, rovinando le piste e alzando molta terra. «Ma non è tutto», continua Zanolini. «Strada facendo sono stati rovinati o abbattuti diversi alberi, stortato ringhiere e pali». E, dulcis in fundo, anche lo stesso mezzo è stato danneggiato, tra ammaccature e pezzi trovati sparsi lungo tragitto. «Difficile, al momento, quantificare i danni», spiega ancora la nostra interlocutrice. «Certo è che, quando si parla di un gatto delle nevi, ogni piccolo danno equivale a migliaia di franchi».
A inquietare, come detto, è il fatto che non si sia trattato di una bravata, improvvisata magari sotto i fumi dell’alcol. «La casetta vicino al quale il gatto è stazionato è stata raggiunta in macchina», continua Zanolini. A dimostrarlo ci sarebbero delle tracce di pneumatici, che ora la Polizia sta vagliando per capire di che mezzo possa trattarsi. Incrociando questa informazione con le immagini magari immortalate dalle webcam presenti, si spera di scovare ulteriori indizi che possano portare all’identificazione dell’autore o degli autori. «La Direzione degli impianti di risalita condanna fermamente questo tipo di comportamento e chiede cortesemente a chiunque avesse sentito o visto strani movimenti in paese di volersi mettere in contatto (info@centrimontani.ch, 091/880.60.10 o tramite i canali social)», si legge a proposito in un post pubblicato su Facebook.
Insomma, la stagione invernale già è assai complicata a causa della pandemia da coronavirus. E ora bisogna anche riparare al danno subito. «Fa solo male al cuore constatare tale incoscienza e leggerezza da parte di certe persone», continua il post. Che infine assicura: «Domani provvederemo a rifare tutte le piste danneggiate, a testa alta, come sempre».

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