Santa Chiara ha scelto: si vende alla Moncucco

Sanità

Gli azionisti dell’istituto locarnesehanno deciso a maggioranza di accettare la proposta della clinica luganese perché offre le maggiori garanzie dal profilo della continuità e dello sviluppo – L’offerta finanziaria si aggira sui 4 milioni di franchi – Dimissioni immediate del presidente e della direttrice sanitaria

 Santa Chiara ha scelto: si vende alla Moncucco
La Santa Chiara è attiva a Locarno da ben 85 anni. ©Ti-Press/Alessandro Crinari

Santa Chiara ha scelto: si vende alla Moncucco

La Santa Chiara è attiva a Locarno da ben 85 anni. ©Ti-Press/Alessandro Crinari

È fatta. La Clinica Santa Chiara di Locarno si è garantita un futuro attraverso il passaggio nelle mani di un nuovo proprietario. E il prescelto è la Clinica Luganese Moncucco. A deciderlo è stata, questa sera, la maggioranza degli azionisti (un gruppo di medici privati), che ha optato per la vendita, dopo aver ascoltato i rappresentanti di tutti coloro che si erano fatti avanti per entrare in possesso dell’istituto sanitario cittadino, da anni ormai alle prese con difficoltà finanziarie. Intanto la decisione ha avuto anche le prime ripercussioni dirette all’interno della struttura sanitaria, dove non tutti parrebbero aver accolto la soluzione con favore. Hanno infatti subito inoltrato le proprie dimissioni con effetto immediato il presidente del CdA Philippe Meyer e la direttrice sanitaria Daniela Soldati.

Non il miglior offerente

A determinare il verdetto non è stato solamente l’aspetto economico. L’offerta della Moncucco non era infatti la più elevata messa sul tavolo dei vertici della Santa Chiara, anzi. Le altre erano ben superiori, alcune anche di parecchio. L’accordo siglato prevede infatti il versamento di 4 milioni di franchi. Ma a favore dell’istituto luganese ha giocato il progetto presentato, che, secondo la maggioranza degli azionisti locarnesi, sarebbe il migliore dal punto di vista della continuità dell’attività e – soprattutto – da quello delle potenzialità di sviluppo.

Dall’EOC 8,4 milioni

Fra i potenziali interessati, come noto, anche l’Ente ospedaliero cantonale (EOC), che secondo le notizie della vigilia, sarebbe stato disposto ad acquistare per 7,7 milioni di franchi. In realtà durante l’assemblea di ieri sera , secondo fonti del CdT, la cifra effettiva proposta è stata di 8,4 milioni. Ha addirittura raggiunto quota 10 lo Swiss Medical Network, che in Ticino già gestisce la Clinica Sant’Anna di Sorengo e la Ars Medica di Gravesano. Ma evidentemente il progetto proposto dalla rete di istituti amministrata da Antoine Hubert non ha convinto i medici azionisti della Santa Chiara. Nulla da fare nemmeno per un misterioso altro gruppo medico privato non meglio identificato che, rappresentato alla riunione da un legale, si è detto disposto ad acquistare la struttura sanitaria locarnese per 9,2 milioni di franchi.

Si apre un nuovo capitolo

Ora, dunque, si apre un nuovo capitolo nella storia dell’istituto, che opera in via Franscini 4 da ben 85 anni. Gli ultimi, lo ricordiamo, erano stati caratterizzati da una serie di difficoltà finanziarie, che si erano aggravate a causa delle spese extra sostenute durante la prima ondata della pandemia per allestire un reparto dedicato alla presa a carico dei malati di COVID-19, cui si sono aggiunti mancati incassi, per un totale complessivo di circa 2,6 milioni di franchi. Proprio su questo tema si era aperto un contenzioso con il Cantone, i cui rimborsi – nonostante le reiterate richieste da parte dei vertici dell’istituto privato cittadino – non sono ancora stati versati. Sul tema Bellinzona ha nel frattempo risposto di essere in attesa dei consuntivi 2020 della clinica, in modo da poter valutare dati alla mano in che misura i costi segnalati da Locarno possano essere riconosciuti in aggiunta ai contributi cantonali già versati.

Fatto sta che alla Santa Chiara le difficoltà finanziarie provocate dalle maggiori spese per la pandemia si sono aggiunte a quelle già accumulate negli anni precedenti. Basti dire che la struttura aveva chiuso i conti 2018 con un disavanzo di oltre 350 mila franchi, cui si era aggiunta un’ulteriore perdita di 228 mila franchi registrata nel 2019. Conti che ora passeranno nelle mani dei vertici della Moncucco, alla quale spetterà il compito di risanare e rilanciare l’istituto sanitario locarnese. Singolare, fra l’altro, il fatto che nel 2014, quando le religiose della Congregazione delle suore infermiere dell’Addolorata avevano dovuto lasciare l’istituto luganese, proprio il gruppo di azionisti della clinica locarnese si fosse fatto avanti per acquistarla (cosa che non era poi andata in porto). Da segnalare, infine, che l’epilogo della vicenda è quello auspicato di recente anche dall’Associazione delle cliniche private ticinesi, che avrebbe preferito non vedere la Santa Chiara finire nelle mani dell’EOC.

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