«Sapeva mettere di buonumore: è una perdita immensa»

LOCARNESE

Alcuni amici ricordano il parapendista ritrovato morto dopo sei giorni di ricerche: «Era sempre pronto a dare una mano, ci mancherà» - La commozione, dopo la speranza, corre anche sui social network

«Sapeva mettere di buonumore: è una perdita immensa»
© CdT/Archivio

«Sapeva mettere di buonumore: è una perdita immensa»

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Dalla speranza alla commozione. Gli occhi che per sei giorni sono rimasti attaccati ai binocoli, ai dispositivi fotografici degli elicotteri e ai droni, nel primo pomeriggio di ieri si sono riempiti di lacrime. Il miracolo non c'è stato. Il 34.enne parapendista del Locarnese è morto. «Ci mancherà. Era una brava persona, sempre pronta a dare una mano. Sapeva mettere di buonumore. È una perdita immensa», ci confidano alcuni degli amici che fino all'ultimo non hanno mollato, prodigandosi nelle difficili ricerche unitamente alle squadre di soccorso ticinesi ed italiane. Il corpo dell'uomo è stato ritrovato in una zona impervia della valle del Chignolasc, ad un’altitudine di oltre 1.700 metri. Una vallata piuttosto selvaggia che prende il nome dall’omonimo laghetto che va a finire, a Bignasco, nella Maggia.

Il 34.enne padre di famiglia, ricordiamo, era partito da Cimetta sabato scorso, prima di mezzogiorno. Con lui altri appassionati della disciplina. Il gruppo aveva in programma un volo al confine fra Vallese ed Italia. In territorio di Domodossola la comitiva ha perso di vista il locarnese, rimasto indietro, come capita peraltro spesso durante i voli con più persone; molto dipende infatti dalle condizioni meteorologiche da un lato e da quelle fisiche dall'altro. In questo caso è stato però subito dato l'allarme. Da quel momento è partita la lotta contro il tempo per rintracciare il 34.enne; il segnale del suo telefono cellulare era stato rilevato in serata a Someo, verso le 18.30. In Vallemaggia, quindi. Proprio dove è stato ritrovato; è verosimile ipotizzare che l’uomo stava rientrando a casa. È precipitato poco dopo? Quali le cause? Sarà l'inchiesta di polizia a stabilirlo.

Quello che è certo è che la vicenda ha «portato persone che nemmeno lo conoscevano ad impegnarsi nella sua ricerca. Questa è una cosa bellissima, anche se speravamo in un finale diverso», ci confida un amico dell'uomo. Come scrivevamo sull'edizione cartacea di ieri, il Cantone intero è rimasto con il fiato sospeso. E chi sul campo o attraverso gli appelli lanciati sui social network ha cercato di dare una mano affinché il sorriso del 34.enne potesse tornare ad illuminare quello della sua famiglia e dei suoi amici nonché di tutti quanti gli hanno voluto bene.

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