«Si faccia luce sull’illuminazione»

Aeroporto

Bruno Storni interroga il Consiglio federale sull’impianto dell’aerodromo militare – Il consigliere nazionale fa propri i dubbi riguardanti il progetto di sostituzione e le procedure del passato

«Si faccia luce sull’illuminazione»
Storni chiede, fra l’altro, come mai non sia stata avviata una procedura d’esame di impatto ambientale per il nuovo impianto di illuminazione della pista dell’aerodromo militare. ©CdT/Chiara Zocchetti

«Si faccia luce sull’illuminazione»

Storni chiede, fra l’altro, come mai non sia stata avviata una procedura d’esame di impatto ambientale per il nuovo impianto di illuminazione della pista dell’aerodromo militare. ©CdT/Chiara Zocchetti

Far luce sull’illuminazione. È quanto chiede al Governo federale il consigliere nazionale del Locarnese Bruno Storni, che ha di recente depositato un’interrogazione riguardante l’aerodromo militare di Magadino. L’atto firmato dal deputato prende spunto da due risposte sul tema già fornite dalle autorità.

Obiezioni cantonali

La prima è quella firmata dal Consiglio di Stato su sollecitazione del granconsigliere Fabio Käppeli e confirmatari, la seconda si deve allo stesso Consiglio federale, che sul tema era già stato interpellato dal consigliere nazionale Fabio Regazzi. Quest’ultimo, ricordando i due preavvisi negativi al progetto di sostituzione dell’impianto di illuminazione dell’aerodomo militare espressi da due servizi cantonali (sui sei interpellati), aveva chiesto quanto peso essi avrebbero avuto e quando Berna avrebbe deciso sul destino dell’operazione.

Chiesta una perizia

Lo scorso febbraio il Governo gli aveva risposto, segnalando, fra l’altro, che all’appello mancava ancora l’opinione dell’Ufficio federale dell’ambiente, il quale ha auspicato una perizia da parte della Commissione federale per la protezione della natura e del paesaggio. Nel frattempo l’Ufficio federale dell’aviazione civile ha confermato che l’illuminazione prevista «è conforme anche alle pertinenti norme civili», mentre – indicava ancora il Consiglio federale – in base alle obiezioni del Cantone «sono state elaborate ulteriori documentazioni e sono stati svolti ulteriori colloqui».

Ora, dunque, Storni riprende i dubbi espressi a Bellinzona e chiede se effettivamente l’attuale progetto sia in discordanza con ordinanze e leggi federali, come mai non esista una procedura di esame di impatto ambientale e se l’impianto esistente sia davvero stato posato senza procedure di approvazione formali.

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