«Siamo fortunati a vivere in Svizzera»

LOCARNO

Il direttore dell’Agenzia turistica ticinese ha scelto la «sua» Locarno per il discorso della festa nazionale: «Per il settore il virus è un duro colpo, ma stiamo ripartendo dalla natura e dall’ambiente, passando per l’identità territoriale»

«Siamo fortunati a vivere in Svizzera»
Angelo Trotta. © CdT/Gabriele Putzu

«Siamo fortunati a vivere in Svizzera»

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Con tutto il rispetto per Lugano, non poteva non scegliere la Città più turistica del Cantone per il discorso del Primo agosto. Il direttore dell’Agenzia turistica ticinese Angelo Trotta è stato stasera l’ospite d’eccezione ai festeggiamenti andati in scena in piazza Grande a Locarno, Comune nel quale il manager è nato e cresciuto. Per lui è stato un ritorno, nell’agorà per antonomasia a Sud delle Alpi: correva l’anno 1979, infatti, quando l’allora 14.enne salì sul palco quale comparsa nell’opera «Aida» di Giuseppe Verdi.

Proprio gli eventi e le manifestazioni (come il Film Festival nella sua «vera» versione) o, meglio, la loro rinuncia a seguito della pandemia, hanno tenuto banco nel discorso del 55.enne, alla testa di Ticino Turismo da poco più di un anno: «Abbiamo dovuto fare a meno dello stare insieme. Tuttavia, se ci guardiamo intorno, non possiamo non accorgerci che la bellezza e la magia della nostra piazza, della nostra città, sono rimaste immutate».

«Le incertezze non mancano»

Ecco perché, secondo Angelo Trotta, dobbiamo in ogni modo considerarci fortunati: «Siamo fortunati di vivere in una città come Locarno, in Ticino e in un Paese come la Svizzera, che si contraddistingue per la sua cultura, diversità, libertà, coesione, civiltà, senso civico, democrazia, sicurezza, benessere, uguaglianza e socialità». Certo, le incertezze non mancano. Una su tutte: quella generata dal coronavirus. «La pandemia ci ha riportato indietro e fatto riscoprire paure quasi ataviche. Ha anche esacerbato debolezze esistenti come forti disuguaglianze sociali e sistemi sanitari impreparati e/o carenti. Il suo impatto economico sarà devastante: l’Organizzazione mondiale del turismo calcola che solo sul turismo la perdita stimata sarà di 294 miliardi di dollari», ha precisato il numero uno del turismo ticinese.

«Professionalità e resilienza»

La nostra fortuna, ha aggiunto Trotta, è pure quella di vivere nella Confederazione, che è compatta: «Nel periodo di crisi, a parte qualche piccola polemica sull’apertura o no delle scuole e sullo stato di crisi, il sistema Svizzera ha tenuto molto bene ed ha mostrato serietà, professionalità, resilienza ed unità. Anche a livello turistico siamo rimasti uniti: quando abbiamo fatto un appello accorato a Pasqua pregando i nostri amici confederati - per la prima volta nella storia - di non venire, ci hanno ascoltati. Adesso, quando gli abbiamo chiesto di visitarci, sono arrivati in massa ed hanno marcato presenza. Grazie di cuore».

Cara città, quanto sei bella

In questo complicato 2020 il turismo sta ripartendo «dalla natura e dall’ambiente. Dall’ecosostenibilità e dagli spazi all’aperto. Dall’escursionismo e dall’identità territoriale, pericolosamente in bilico nell’era della globalizzazione», ha rilevato Angelo Trotta. Mi piace pensare, ha concluso il 55.enne, che «Locarno sta al Ticino come il Ticino sta alla Svizzera. Un fiore all’occhiello. Una piccola grande città, bella, a forte vocazione turistica, e che ha fatto della cultura dell’accoglienza il proprio punto di forza. Basta entrare nel sito Internet della Città per rendersene conto. Ci avete già fatto caso? Le informazioni importanti sul Comune sono disponibili in ben undici lingue così da facilitare la comunicazione con tutti i nuovi arrivati. Locarno è una città accogliente, giovane, intraprendente e tutto il Locarnese è una potenza turistica (basti pensare al turismo del lusso ad Ascona o all’offerta più grande della Svizzera di campeggi a Tenero, o ai flussi turistici in Val Verzasca, Val Bavona, Centovalli o Val Onsernone)».

«Siamo fortunati a vivere in Svizzera»
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