Studenti a scuola di futuro con il TecDay

Liceo di Locarno

Per circa 600 ragazzi una giornata di immersione e presa di coscienza sulla nuove tecnologie

Studenti a scuola di futuro con il TecDay
Tra le 41 proposte anche un laboratorio sulla stampa 3D. © CdT/Gabriele Putzu

Studenti a scuola di futuro con il TecDay

Tra le 41 proposte anche un laboratorio sulla stampa 3D. © CdT/Gabriele Putzu

Studenti a scuola di futuro con il TecDay

Studenti a scuola di futuro con il TecDay

Studenti a scuola di futuro con il TecDay

Studenti a scuola di futuro con il TecDay

La scienza e la tecnica fanno ormai parte integrante, volenti o nolenti, della nostra vita. Basti pensare la telefonino dalle mille possibilità che la quasi totalità di noi porta in tasca. Ma cosa si cela dietro queste e altre tecnologie? Quanto saranno importanti anche in futuro? Alcune risposte i circa 600 ragazzi del Liceo di Locarno hanno potuto riceverle, sperimentando la materia in prima persona, durante il TechDay. Un appuntamento, che ogni anno a turno tocca un Liceo ticinese, organizzato di concerto tra l’Accademia svizzera delle scienze, il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport, la direzione e i docenti, nonché oltre 60 professionisti attivi nel campo, appunto, della scienza e della tecnica. Ben 41 in totale sono stati i moduli, con tanto di proposte pratiche e interattive, offerti agli studenti.

Strumenti per il domani
«La scuola non deve solo preparare i ragazzi per affrontare studi superiori, ma anche fornire loro gli strumenti per vivere nella società, potendo assumere responsabilità significative», ha detto il direttore Fulvio Cavallini, spiegando i motivi del TecDay. «Oggi è importante riflettere sul significato dell’evoluzione, o della rivoluzione, tecnologica», gli ha fatto eco il direttore della SUPSI, Franco Gervasoni. «Uno degli elementi centrali della giornata è quello di rendere consapevoli gli studenti delle dinamiche in cui oggi sono immersi». Di riflesso, stuzzicando la loro curiosità con workshop interattivi sui temi più svariati, si vuole anche incentivarli, spingerli a considerare professioni che avranno sviluppi interessanti. «Quasi infiniti», ha sottolineato ancora Gervasoni. «Il ruolo della scuola è anche quello di dare agli studenti la capacità di affrontare i problemi. Problemi che oggi ancora non esistono. Con queste giornate, insomma, stiamo insegnando ‘futuro’», ha poi aggiunto Alberto Piatti, direttore del DFA, sottolineando che oggi non esiste più una netta separazione tra materie umanistiche e scientifiche. Anzi, queste vanno vieppiù intersecandosi l’una con l’altra.

Moduli per tutti i gusti
«Portare i risultati della ricerca in un contesto educativo in modo interattivo, ci permette di verificare l’interesse dei ragazzi e nel contempo di farli riflettere sul ruolo della scienza e della tecnica nel quotidiano», ha concluso Luca Gamma, ricercatore dell’Istituto sistemi ed elettronica applicata della SUPSI, illustrando alcuni moduli proposti ieri. Moduli che andavano dall’internet delle cose alla stampa 3D, passando per il futuro dell’automobile e molto altro ancora.

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