“Sul lago Maggiore oggi navigano i marinai del Ceresio”

A Locarno i dipendenti ex NLM incrociano le braccia a causa del mancato accordo con la direzione sui salari - Pronta la reazione da Lugano

“Sul lago Maggiore oggi navigano i marinai del Ceresio”

“Sul lago Maggiore oggi navigano i marinai del Ceresio”

LOCARNO (aggiornato alle 12.25) - Non è tardata la reazione della SNL allo sciopero dei dipendenti locarnesi delle ex NLM: appresa la notizia da Lugano hanno comunicato la decisione di inviare marinai del Ceresio per garantire le corse bloccate dallo sciopero sul lago Maggiore. Una misura che è stata accolta con sconcerto da sindacati e scioperanti i quali hanno comunque ribadito la volontà di tornare al tavolo delle trattative. Un dialogo che ora appare difficile. 

Da questa mattina i dipendenti delle ex NLM hanno nuovamente incrociato le braccia a causa del mancato accordo con la direzione sui salari. "Dopo 4 tornate di trattativa per il loro Contratto collettivo di lavoro hanno constatato una situazione di completa chiusura" fa sapere il sindacato Sev. Dalle 8.50 di oggi i battelli sul bacino svizzero del Lago Maggiore sono fermi e avrebbero dovuto rimanerlo fino alle 18 (era prevista solo la circolazione delle prime corse di linea del mattino e le ultime serali, garantendo in questo modo il collegamento per i pendolari del Gambarogno). A sostenere i marinai ex NLM, i sindacati Sev, Unia e OCST che in una nota diffusa oggi a seguito di una conferenza stampa fanno sapere che i dipendenti ex NLM hanno valutato in assemblea i risultati delle trattative in corso per il loro Contratto collettivo di lavoro (CCL) e hanno constatato che i loro salari dovranno subire forti adeguamenti al ribasso a decorrere dal 01.01.2019. "Detto in altre parole - scrivono i sindacati - una storia di dumping, se possibile ancora più grave dal momento che l'azienda beneficia di importanti sussidi cantonali". Lo scoglio sul quale le parti si stanno scagliando riguarda le trattative sul salario che, secondo le scale del regolamento aziendale SNL porterebbero a una riduzione "attorno al 15% e oltre".

"L'ostinazione della direzione SNL - prosegue la nota dei sindacati - è ancor meno comprensibile alla luce del business plan presentato in più occasioni e in cui era stata individuata come via praticabile un adeguamento salariale del 5% dei salari SNL per tutti i dipendenti dei due laghi calcolato su 32 unità lavorative attive sul bacino svizzero del Lago Maggiore e non 17, che corrisponde all'attuale forza lavoro sul lago Maggiore".

"In questo momento - aggiungono i Sev, Unia e Ocst - i dipendenti ex NLM sarebbero chiamati a lavorare con la garanzia di meno giorni di libero e meno salario! Hanno dunque deciso di difendere i loro salari con la stessa determinazione con cui si sono applicati a far partire il nuovo Consorzio, ritrovandosi a lavorare con una pianificazione del tempo di lavoro disagevole a causa della mancanza di personale. A seguito dei continui ritardi sulla nascita del Consorzio, molti collaboratori hanno infatti deciso di riorientarsi professionalmente. Il Consorzio, come noto, sarebbe dovuto partire il 1° gennaio, poi al 1° marzo ed infine i battelli sul lago Maggiore hanno iniziato veramente a navigare solo dalla fine di marzo".

Maestranze e sindacati invitano turisti e residenti a partecipare alla giornata di protesta in difesa della dignità del lavoro e delle condizioni salariali, in un Cantone dove la morsa del dumping miete molte vittime. Per una corretta informazione, ai turisti sono stati distribuiti dei volantini in più lingue nei diversi scali. Il Consiglio di Stato è stato informato sulle difficoltà nelle trattative con uno scritto del 21 giugno.

Lo sciopero segue, a distanza di quasi un anno esatto, quello intrapreso l'anno scorso e durato quasi tre settimane (Vedi Suggeriti).

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