Correzionali

Trascinò con l’auto un agente, tassista rischia 15 mesi sospesi

A giudizio l’uomo che 4 anni fa durante un controllo della circolazione a Brissago, dopo essersi fermato, ripartì portandosi appresso un poliziotto e provocandone il ferimento – La difesa contesta parte delle accuse

Trascinò con l’auto un agente, tassista rischia 15 mesi sospesi
(Foto Zocchetti)

Trascinò con l’auto un agente, tassista rischia 15 mesi sospesi

(Foto Zocchetti)

LOCARNO – Il tassista che all’alba del 21 febbraio 2015 a Brissago, durante un controllo della circolazione stradale in via Leoncavallo, provocò il ferimento di un agente della Polcomunale di Ascona rischia una condanna a 15 mesi, sospesi per un periodo di prova di 3 anni. Questa la pena richiesta dal procuratore pubblico Roberto Ruggeri ieri mattina alla Corte delle Assise correzionali di Locarno, riunitesi a Lugano. «Quanto accaduto – ha sottolineato la pubblica accusa – avrebbe potuto trasformarsi facilmente in una tragedia. L’imputato ha agito senza scrupoli, un comportamento deplorevole». Quella notte, com’è stato rievocato in aula, il 58.enne era giunto a Brissago «per prendere dei clienti che erano al carnevale. Mi sono fermato al posto di blocco – ha ricordato l’uomo – e ne ho approfittato per chiedere dove potevo posteggiare. L’agente mi ha risposto in modo prepotente ‘qui non puoi perché non è il tuo territorio’ e quindi sono ripartito, lentamente, sollevando la mano e dicendogli ‘avete sempre ragione voi’. A quel punto il poliziotto mi ha intimato di fermarmi». L’imputato però, non ha arrestato il taxi: «Ero nervoso per la situazione che si era creata, andavo a passo d’uomo, l’agente mi ha raggiunto e ha aperto la portiera». Qui le versioni delle parti divergono. Secondo l’accusa il tassista ha accelerato – passando da 6,5 a 28 km/h – e l’agente si è aggrappato alla vettura. Una ventina di metri dopo, in prossimità di una curva, ha poi lasciato la presa ferendosi a una gamba nella caduta. «Non volevo fargli del male», ha aggiunto il 58.enne, accusato in via principale di esposizione a pericolo della vita altrui, alternativamente grave infrazione qualificata alle norme della circolazione stradale. Addebiti contestati dall’imputato – che una volta visto l’agente rialzarsi ha proseguito sul suo cammino finché non è stato fermato sul Monte Verità –, così come quelli di danneggiamento e omissione di soccorso. «L’imputato non ha creato un rischio imminente di morte, né tantomeno ha mai voluto mettere in pericolo qualcuno», ha evidenziato l’avvocato difensore Yasar Ravi, che ha dunque chiesto il proscioglimento dai principali capi d‘accusa. Il tassista – cittadino italiano domiciliato nel Locarnese – ha d’altro canto ammesso e riconosciuto le sue responsabilità in merito ai reati di impedimento di atti dell’autorità – per il quale il pp ha chiesto una pena pecuniaria di 30 aliquote giornaliere da 50 franchi l’una, sospese –, grave infrazione alle norme della circolazione e inosservanza dei doveri in caso di incidente. Secondo la difesa la pena proposta dalla pubblica accusa «è sproporzionata» e ha quindi invitato la Corte – presieduta dalla giudice Francesca Verda Chiocchetti – a considerare una serie di attenuanti nella commisurazione della stessa. Dal canto suo, la legale Chiara Buzzi, patrocinatrice dell’agente, costituitosi accusatore privato insieme al Municipio di Ascona, ha chiesto e ottenuto di considerare in via subordinata all’addebito principale il reato di lesioni semplici. Chiesti inoltre complessivamente oltre 18.000 franchi di risarcimento. La sentenza è attesa per domani mattina.

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