Tutti a 50 all’ora per combattere i rumori

Locarnese

Sull’intera cantonale da Cugnasco-Gerra in direzione di Locarno non vi sono più tratti a 80 o a 60 chilometro all’ora – Una misura che si abbina alla posa di asfalto fonoassorbente

Tutti a 50 all’ora per combattere i rumori
Traffico e rumori affliggono la cantonale di sponda destra da anni. © CdT/Archivio

Tutti a 50 all’ora per combattere i rumori

Traffico e rumori affliggono la cantonale di sponda destra da anni. © CdT/Archivio

Traffico e rumore. Un cruccio che affligge da tempo la strada cantonale tra Bellinzona e Locarno e di riflesso le località che da questa vengono attraversate. Una strada sulla quale, in molti se ne sono accorti viste le segnalazioni giunte in redazione, sono stati introdotti diversi nuovi limiti di velocità. Tutti a 50 km/h.
Tenendo conto anche delle aree abitate presenti sul percorso, ne risulta che dal confine tra Gudo e Cugnasco-Gerra fino a Locarno, ovviamente rimanendo sulla strada cantonale e non prendendo la superstrada A13, l’unico limite di velocità in vigore è appunto quello generale di 50 all’ora. Non vi sono più tratti a 80, come la «tirata» tra Gerra e Riazzino, o a 60 km/h, ad esempio a Gordola.

Strategia combinata
Ma dove fondano le proprie radici questi cambiamenti? La risposta, come ci spiegano dal Dipartimento del territorio, è più semplice di quanto si possa pensare: nel rumore che, come accennato, anni addietro ha creato parecchi problemi. In particolare a Cugnasco-Gerra. Il tutto, insomma, rientra nella strategia di risanamento fonico delle strade cantonali. Una strategia che prevede la posa di asfalto fonoassorbente, la riduzione della velocità o la combinazione delle due misure.

Combinazione di più fattori
Intanto, in queste settimane proprio sulla cantonale di sponda destra v’è l’impressione che le code siano aumentate. Fermo restando che non v’è un nesso con il limite dei 50 all’ora, che in realtà dovrebbe evitare «l’effetto elastico» alleviando gli ingorghi, i motivi non sono ancora chiari. Ma, con ogni probabilità, si tratta di una combinazione di diversi fattori, come l’inizio delle scuole, la presenza ancora massiccia di turisti nel nostro Cantone o il fatto che, a seguito della pandemia da coronavirus, alcuni prediligano il mezzo privato a quello pubblico. E non è da escludere che possa incidere la chiusura per lavori del sottopassaggio nei pressi della zona industriale sul Piano. Molti, infatti, come scorciatoia in direzione Bellinzona, invece della cantonale, decidono costeggiare lo stabile ex Polivideo, per immettersi di nuovo sulla principale dopo il sottopassaggio a Riazzino. Non potendolo fare si crea di riflesso una sorta di tampone alla rotonda «Winteler».

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