Un’incomprensione giuridica dietro i blitz nei golf

Il caso

L’ordinanza di dicembre non è cambiata, nel frattempo però l’Ufficio federale dello sport ha specificato meglio le norme portando alla chiusura dei campi di Ascona e Losone – Pinoja: «Non vogliamo drammatizzare, ma il caso va chiarito per evitare altri blocchi forzati»

Un’incomprensione giuridica dietro i blitz nei golf
Il campo da golf delle Gerre di Losone, di cui è presidente Leonardo Pinoja che guida anche la federazione ticinese. © CdT/Archivio

Un’incomprensione giuridica dietro i blitz nei golf

Il campo da golf delle Gerre di Losone, di cui è presidente Leonardo Pinoja che guida anche la federazione ticinese. © CdT/Archivio

«Non intendiamo drammatizzare o dare l’impressione di voler fare i capricci, ma ci sembra fondamentale chiarire fino in fondo la questione, per evitare che la cosa possa ripetersi in futuro, causando altri blocchi forzati, magari durante periodi di forte affluenza turistica». Sconcerto e contrarietà stanno lasciando posto al pragmatismo nella vicenda legata ai «blitz» di polizia della scorsa settimana, che hanno portato alla chiusura dei golf di Ascona e Losone (come anticipato dal CdT). Lo chiarisce Leonardo Pinoja, presidente della Federazione ticinese di golf e del club losonese delle Gerre. «Siamo i primi a renderci conto della situazione pandemica e siamo ovviamente pronti ad adeguarci. Ma, nel contempo, auspichiamo per il nostro sport un trattamento corretto».

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