Una grande speranza dal villaggio più piccolo della Svizzera

Corippo

Inizieranno martedì i lavori per la realizzazione dell’albergo diffuso – La fondazione promotrice: «Vogliamo dare un segnale di fiducia in vista del rilancio nel dopo emergenza coronavirus»

Una grande speranza dal villaggio più piccolo della Svizzera
L’investimento complessivo nel villaggio verzaschese sarà di 3,6 milioni: ne sono già stati raccolti 3,45. ©CdT/Archivio

Una grande speranza dal villaggio più piccolo della Svizzera

L’investimento complessivo nel villaggio verzaschese sarà di 3,6 milioni: ne sono già stati raccolti 3,45. ©CdT/Archivio

Un’iniezione di speranza che viene dai più piccoli. Vuole essere un segnale per guardare avanti con fiducia l’inizio dei lavori per la realizzazione dell’albergo diffuso di Corippo, previsto per martedì prossimo. L’allentamento delle misure per l’emergenza coronavirus permetterà infatti l’apertura di cantieri di dimensioni ridotte, come quello che prenderà avvio nel villaggio verzaschese, il più piccolo della Svizzera. Ad annunciare l’importante passo avanti è la Fondazione Corippo 1975, promotrice dell’operazione, la quale spera di inaugurare la struttura nel corso della stagione 2021. L’avvio dei lavori è reso possibile dal buon andamento della raccolta dei fondi necessari (di 3,6 milioni, lo ricordiamo, l’investimento). Ancora lo scorso mese la Fondazione aiuto svizzero alla montagna (Berghilfe) ha assegnato al progetto un contributo a fondo perso di 300 mila franchi. A tale somma si aggiungono i 36 mila 500 franchi stanziati di recente dai Comuni della regione, su invito del Convivio intercomunale dei sindaci.

Sostegni e donazioni

In totale sono stati finora reperiti 3 milioni e 450 mila franchi, di cui oltre 2,5 milioni di sussidi, donazioni e contributi a fondo perso, e 900 mila franchi di prestiti. Fra i contributi a fondo perso, quelli cantonali e federali, del Comune di Corippo, della Fondazione Pro Patria, della Verzasca SA, dei Comuni di Baar, Küsnacht e Meielen e di donatori privati. I 150 mila franchi mancanti sono garantiti dalla fidejussione concessa a dicembre dall’Assemblea comunale di Frasco, con l’appoggio delle località verzaschesi in fase di aggregazione. Il progetto, degli architetti Edy Quaglia e Franco Patà, prevede la ristrutturazione e l’ampliamento dell’osteria (che fungerà da ricezione, sala da pranzo e spazio polifunzionale) e la sistemazione di tipo conservativo di 5 antiche case, con 12 camere e 26 posti letto.

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