Viaggiare nel tempo si può: basta entrare nel castello

Locarno

Il monumento riapre con una sorpresa: grazie a visori 3D ci si immergerà nella città del Cinquecento – Giuseppe Cotti: «Un altro passo verso le nuove frontiere del settore museale» - LE FOTO

Viaggiare nel tempo si può: basta entrare nel castello
Nel Cinquecento il castello di Locarno si affacciava direttamente sul lago, con il suo porto circondato da isolette sabbiose. ©Stelex Software Sagl

Viaggiare nel tempo si può: basta entrare nel castello

Nel Cinquecento il castello di Locarno si affacciava direttamente sul lago, con il suo porto circondato da isolette sabbiose. ©Stelex Software Sagl

Viaggiare nel tempo si può: basta entrare nel castello
La foce della Maggia aveva un aspetto decisamente diverso da quello attuale, come mostra uno scorcio della realtà virtuale visibile al castello. ©Stelex Software Sagl

Viaggiare nel tempo si può: basta entrare nel castello

La foce della Maggia aveva un aspetto decisamente diverso da quello attuale, come mostra uno scorcio della realtà virtuale visibile al castello. ©Stelex Software Sagl

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Viaggiare nel tempo si può: basta entrare nel castello

Viaggiare nel tempo si può: basta entrare nel castello

Alzi la mano chi non ha mai sognato di viaggiare nel tempo. Un’incredibile esperienza che – ci scommettiamo – saprebbe rendere affascinante la storia anche per chi trova noiosa quella racchiusa nei libri. Se vi attira l’idea di vedere da vicino (e trovarvi letteralmente immersi) nella Locarno del passato, non avete che da fare un salto al castello, complesso monumentale che riaprirà domenica. Con una sorpresa, appunto. Una ricostruzione virtuale (ma quantomai reale, grazie alla tecnologia 3D) di come si presentavano lo stesso monumento e l’ambiente circostante nel Cinquecento. Una passeggiata nel passato completata da un videogioco ispirato al racconto «La mendicante di Locarno» di Heinrich von Kleist.

Tradizione e innovazione

Le novità si affiancano ovviamente alle proposte tradizionali custodite dal monumento cittadino. Vale a dire l’esposizione archeologica con i pregiati vetri di epoca romana e le mostre storiche sul Patto di Locarno (1925) e sulla Riforma protestante (1555). «Ora – aggiunge il municipale capo dicastero Giuseppe Cotti, raggiunto dal CdT – a ciò si aggiungono le offerte virtuali, che rappresentano un altro passo verso le nuove frontiere dell’ambito museale. Un’evoluzione in cui crediamo molto e sulla quale già avevamo puntato in occasione della mostra a Casa Rusca dedicata alle chiese progettate da Mario Botta. Quando il direttore ad interim dei Servizi culturali, Rodolfo Huber, ha lanciato l’idea per il castello, l’abbiamo accolta con favore, perché siamo convinti che sia la strada giusta per avvicinare a storia, arte e cultura anche un pubblico che normalmente non se ne interesserebbe, allargando l’utenza delle strutture espositive della Città. Se l’esperimento funzionerà, lo amplieremo ulteriormente».

Tuffo nella realtà virtuale

La ricostruzione virtuale del castello visconteo e dell’ambiente circostante è stata realizzata grazie alla collaborazione fra l’Archivio della Città e l’azienda Stelex Software Sagl, piccola «software house» indipendente della Svizzera italiana. L’azienda è diretta da Tania e Stefano Maccarinelli. Con la collaborazione di Arianna Rodoni (3d e 2d artist) e Michel Palucci (programmatore VR) hanno sviluppato la realtà virtuale e il videogioco. Grazie ad appositi visori (disponibili nelle prossime settimane, a dipendenza dell’evoluzione sanitaria) saranno svelati numerosi «punti d’interesse», illustrati con immagini storiche e attuali e brevi testi informativi. Sarà possibile scoprire la storia dei principali monumenti di Locarno, trovare informazioni su, ad esempio, l’importanza del bosco tra Locarno e Solduno, o su come si attraversava la Maggia prima della costruzione del ponte. Un modo giocoso di riscoprire la storia e i suoi panorami, anche con un pizzico di fantasia. Del tutto reale, però, la presenza del lago, sul quale, nel Cinquecento, il castello si affacciava direttamente, con tanto di porto e di isolette sabbiose.

La mendicante e le ossa del marchese

Fu pubblicato a Berlino nel 1810 il racconto dello scrittore tedesco Heinrich von Kleist «La mendicante di Locarno» cui si ispira il videogioco proposto al castello, fra l’altro acquistabile. La storia si svolge nel maniero e ha come protagonisti una coppia di marchesi e una mendicate. Quest’ultima morirà per l’egoismo del nobile e, tramutatasi in spettro, provocherà l’incendio del castello, dove resteranno solo le ossa del marchese.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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