«Vista la frenata di Berna perché non ripensare alla variante Panoramica?»

Viabilità

Le riflessioni (a titolo personale) del neo muncipale Verde di Locarno Pierluigi Zanchi sul collegamento veloce A2-A13 fra l’agglomerato del Verbano e la rete autostradale

«Vista la frenata di Berna perché non ripensare alla variante Panoramica?»
Secondo Zanchi la variante collinare della A2-A13 permetterebbe anche di sgravare dal traffico Cadenazzo. ©CdT/Archivio

«Vista la frenata di Berna perché non ripensare alla variante Panoramica?»

Secondo Zanchi la variante collinare della A2-A13 permetterebbe anche di sgravare dal traffico Cadenazzo. ©CdT/Archivio

È con una lista di potenziali vantaggi rispetto alla soluzione sul tavolo dell’Ufficio federale delle strade che il municipale Verde di Locarno Pierluigi Zanchi – parlando del collegamento veloce fra la rete autostradale e l’agglomerato del Locarnese – rispolvera la variante cosiddetta Panoramica. Riflettendo a titolo personale il neo eletto rappresentante nell’Esecutivo cittadino si chiede se, di fronte all’ultima frenata di Berna (che, lo ricordiamo, ha annunciato la necessità di rivedere parti importanti della cosiddetta «bozza verde» elaborata dal Cantone), non sia il caso di riaprire la riflessione sul tema, mettendo a confronto le due ipotesi riguardanti la A2-A13. In particolare Zanchi sottolinea alcuni aspetti e interrogativi che scaturiscono dall’esame in parallelo. Ad esempio segnala come, realizzando il tracciato collinare, «la questione ambientale dell’attraversamento del Ticino decadrebbe» oppure come i costi della contestata galleria sarebbero 3 volte maggiori di quelli della Panoramica. Altro punto «sensibile», secondo il municipale locarnese, il fatto che con la versione attualmente sul tavolo di Berna vi sarebbe uno spostamento «in avanti» delle colonne, che si formerebbero fra la rotonda dell’aeroporto e Tenero e anche all’entrata di Locarno dopo la Mappo-Morettina.

Un collo di bottiglia

«Il tutto – prosegue il rappresentante dei Verdi – perché l’uscita è comunque a forma di collo di bottiglia e intaserebbe pure il traffico interno fra Ascona e Locarno, rendendo inoltre più problematica la cantonale/provinciale che porta a Verbania, dove la percorrenza è quasi tutta fatta con il limite dei 50 chilometri orari». Senza contare il rischio – prosegue – che tornino a formarsi intasamenti a Minusio e Muralto. Seguono una serie di domande, legate soprattutto alle nuove abitudini di mobilità, alla diminuzione del traffico stradale a favore dei mezzi pubblici e dell’uso della bicicletta. Molte di tali problematiche potrebbero, secondo Zanchi, essere risolte grazie alla Panoramica, pensata in una versione a doppia corsia in salita e unica in discesa (in modo da evitare le possibili colonne cui si accennava prima). Così, fra l’altro, non sarebbe più necessario il raddoppio del ponte sul Ticino e il traffico proveniente da sud in direzione di Locarno non scenderebbe più dal Ceneri vecchio o da Camorino, sgravando Cadenazzo e accorciando il percorso. Un carico ridotto del 20/25%, «che – sottolinea ancora il municipale – sarebbe già un’ottima cosa».

Dubbi sui ventilati semafori

Zanchi commenta poi l’ipotesi che Berna rispolveri l’idea provvisoria dei semafori al posto delle rotonde sul Piano di Magadino, già bocciata in votazione popolare. A tal proposito auspica piuttosto soluzioni simili a quella dell’attuale sottopasso di Sant’Antonino, utilizzando le corsie ciclabili laterali per imboccarli e spostando le due ruote sulle strade agricole del Piano. Infine il municipale locarnese invita a non drammatizzare tenendo conto che vi sono molte altre città e regioni (in Italia o oltre San Gottardo) messe peggio di noi.

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