Volano gli stracci tra Cleto Ferrari e Municipio

Gambarogno

L’oggetto della discordia, questa volta, il lido di Gerra e i dubbi sollevati in due interpellanze – L’Esecutivo: «Subdolo e inappropriato» – Il consigliere comunale: «Tentativo di screditarmi»

Volano gli stracci tra Cleto Ferrari e Municipio
Il progetto del nuovo lido di Gerra. (Rendering studio architetto Baggio)

Volano gli stracci tra Cleto Ferrari e Municipio

Il progetto del nuovo lido di Gerra. (Rendering studio architetto Baggio)

GAMBARGONO – Non si placa lo scambio di cortesie tra il Municipio di Gambarogno e il consigliere comunale Cleto Ferrari. A innescare la miccia, questa volta, il lido di Gerra, oggetto di due interpellanze dell’esponente del gruppo Per Gambarogno, al quale l’Esecutivo ha risposto a stretto giro di posta. Ferrari, ricordiamo, aveva dapprima parlato di storica struttura, in procinto di essere demolita «per lasciare spazio alla confusione e un’architettura poco rispettosa del luogo». Successivamente, aveva poi rincarato chiedendo al Municipio se la procedura pianificatoria adottata fosse legale e se la popolazione fosse stata debitamente informata. Esecutivo che non si è fatto attendere, parlando di «superficialità e intempestività» delle interpellanze, essendo tutte le procedure (da quella edilizia all’approvazione del credito) perfettamente legali e anche cresciute ormai in giudicato senza ricorsi o referendum. Inoltre lo stesso Ferrari, in quanto ex municipale e coordinatore della Commissione Piano particolareggiato di Gerra, era informato del progetto sin dal 2015, rimarca ancora l’Esecutivo. Che poi spiega come Casa Ressiga, sede del Lido, non sia «antica o storica, ma solo vecchia». Anche la Commissione appena citata aveva detto che «è da demolire», poiché troppo malconcia. Insomma, senza addentrarci in tutti i dettagli della risposta, il Municipio ha concluso, rivolgendosi a Ferrari: «Osserviamo che in modo subdolo e inappropriato approfitta degli strumenti democratici per gettare discredito su persone e sulla pubblica Amministrazione». Come ipotizzabile, non si è fatta attendere la reazione di Ferrari, che in una lettera aperta ai media, parla a sua volta «di tentativo di screditare la mia persona». «Sono stato eletto per fare gli interessi dei cittadini», aggiunge. E, infine, lancia nuove accuse al Municipio, reo tra altro di non aver rispettato le regole, sottraendo «i cittadini dalla possibilità di pronunciarsi sulla pianificazione come previsto dalla legge».

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