Volere è potere: la casa anziani si fa più vicina

Lavizzara

Pubblicato il messaggio per avviare la procedura con la quale si concretizzerà il nuovo istituto di Broglio – Investimento da oltre 8 milioni con una ventina di posti letto

Volere è potere: la casa anziani si fa più vicina
La struttura che si sta progettando in Lavizzara disporrà anche di un reparto Alzheimer. ©Archvio/CdT

Volere è potere: la casa anziani si fa più vicina

La struttura che si sta progettando in Lavizzara disporrà anche di un reparto Alzheimer. ©Archvio/CdT

Chi la dura la vince. Se c’è un caso per il quale il detto proverbiale calza a pennello, è la storia del progetto della nuova casa per anziani portato avanti dal Comune di Lavizzara. A dimostrarlo la ventina di pagine che compongono il messaggio appena approvato dal Municipio, nel quale – oltre a chiedere i crediti per avviare la procedura – si riassume tutto l’istoriato. Un cammino difficile, fatto di ostacoli, di contrasti, ma anche di tanta convinzione e caparbietà. Una costanza che, alla fine, parrebbe essere stata premiata, visto che si sta finalmente per passare dalla teoria alla pratica. L’istituto vedrà la luce nella frazione di Broglio, con un investimento totale di 8 milioni e 580 mila franchi. Lavizzara, dal canto suo, parteciperà con 2, ai quali si aggiungono 800 mila franchi per l’acquisto dei terreni e per finanziare la parte organizzativa e di progettazione. Su tale domanda di credito dovrà esprimersi il Legislativo.

Se ne parla da un decennio

Nel messaggio il Municipio ricorda che già nel 2012 in Consiglio comunale venne segnalata «la necessità di prestare attenzione alla situazione» in cui si trovavano gli anziani della valle. Un tema che venne poi affrontato e approfondito nell’ambito delle varie commissioni e gruppi di lavoro che si sono succeduti nel tempo per analizzare e pianificare il futuro del Comune. In particolare era stata messa in risalto la necessità di fornire agli abitanti in là con gli anni «luoghi d’incontro e servizi socio-sanitari». Addirittura nel giugno del 2018 venne presentata una mozione per l’assunzione di un animatore socio-culturale in Lavizzara. Un tema che il Municipio aveva quindi iniziato ad approfondire.

La chiusura di Someo

Nel frattempo, pochi mesi dopo, in Valmaggia rimbalzò la notizia dell’imminente chiusura della casa anziani di Someo, con il conseguente progetto di sopraelevazione della Residenza alle Betulle di Cevio. Un’idea che andò però incontro ad una fase di stallo, in seguito alla quale la commissione «Vivere in Lavizzara» ha, scrive l’Esecutivo nel suo messaggio, «valutato l’opportunità di realizzare concretamente un’opera a favore degli anziani dell’alta Vallemaggia e della Lavizzara». È dunque stato in quell’occasione che l’idea ha preso forma, ottenendo parecchi riscontri positivi (ma anche qualche contestazione). Da qui la decisione di accantonare – almeno temporaneamente – gli approfondimenti riguardanti l’operatore socio culturale e di «valutare seriamente la possibilità di costruire una casa per anziani in Lavizzara».

A quel punto è iniziato un vero lavoro da certosini, coinvolgendo tutti i potenziali partner interessati. La richiesta è approdata in primo luogo sul tavolo dell’Associazione dei Comuni di Vallemaggia (Ascovam), per poi coinvolgere anche la Fondazione Vallemaggia e l’Associazione valmaggese aiuto domiciliare (Avad, alla quale, fra l’altro, sarà affidata la gestione del nuovo istituto). Con l’avallo di tutti gli enti, si è ottenuto il mandato volto a progettare, in collaborazione, la nuova struttura. Con l’obiettivo – poi raggiunto – di arrivare anche al benestare da parte delle autorità cantonali, garantendosi i relativi sussidi.

Un consenso non scontato

La fase successiva ha riguardato sia la ricerca del consenso attorno all’operazione (compito difficile, viste le resistenze messe in campo soprattutto a Cevio) sia per determinare le caratteristiche generali del progetto. Come ubicazione si è individuata un’area situata a nord del vecchio nucleo di Broglio. Per quanto riguarda i contenuti, sono previsti, fra gli altri, 12 posti letto più altri 10 destinati ad un reparto Alzheimer, locali per la refezione e per la socializzazione, una cucina per la colazione e per riscaldare la cena (i pranzi sarebbero forniti da Cevio), un centro diurno per la media e alta valle e un locale per il medico. Ora, dunque, si tratta di affinare le cose. Per questo il Legislativo (che già nella fase preliminare si è schierato unanime a favore del progetto) dovrà pronunciarsi sulla convenzione con la Fondazione Vallemaggia e con l’Avad, sui 300 mila franchi per l’acquisto dei quattro terreni necessari, sui 500 mila per la piattaforma organizzativa e per la progettazione fino all’ottenimento della licenza edilizia e sui 2 milioni quale partecipazione di Lavizzara alla costruzione.

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