Lotta alla ‘ndrangheta, due arresti in Ticino

POLIZIA E MPC

I fermi effettuati nel nostro cantone e gli altri quattro tra Grigioni, San Gallo e Zurigo, sono collegati al maxi blitz contro presunti appartenenti alla cosca calabrese Molè della Piana di Gioia Tauro – Sono pure emersi rapporti stretti tra gli imputati in Svizzera e altri clan attivi nel territorio di Como

Lotta alla ‘ndrangheta, due arresti in Ticino
© CdT/ Chiara Zocchetti

Lotta alla ‘ndrangheta, due arresti in Ticino

© CdT/ Chiara Zocchetti

Su richiesta dell’Italia, oggi in Ticino sono stati arrestati due cittadini italiani in vista di estradizione. A comunicarlo è l’Ufficio federale di giustizia (UFG). In totale, in Svizzera, sono sei le persone incarcerate, accusate in particolare di reati di droga e, in alcuni casi, di associazione a delinquere. Due nei Grigioni, due (appunto) in Ticino, 1 nel canton San Gallo e 1 nel canton Zurigo.

L’UFG ha ordinato gli arresti sulla base di domande d’estradizione italiane fondate su mandati d’arresto del Tribunale di Firenze e della Procura di Milano per presunti reati commessi in Italia, almeno in parte però anche in Svizzera. Le persone arrestate saranno sentite in merito alle richieste italiane. Se consentono all’estradizione immediata, si applica la procedura semplificata e l’UFG può autorizzare senza indugio l’estradizione verso l’Italia. Se invece qualcuno si oppone all’estradizione, l’UFG deciderà in merito fondandosi sulla richiesta italiana e il parere dell’estradando. Contro la decisione di estradizione dell’UFG è possibile ricorrere al Tribunale penale federale, la cui decisione è impugnabile dinanzi al Tribunale federale soltanto in casi particolari - in particolare se si devono presumere gravi vizi procedurali all’estero.

San Gallo
È stato il Ministero pubblico di San Gallo a informare e coinvolgere le autorità cantonali e federali competenti, rilevando nel corso dell’inchiesta - condotta in collaborazione con fedpol - un evidente contesto di criminalità organizzata che toccava più cantoni e che presentava uno spessore internazionale. Tramite i rapporti di collaborazione che il Ministro pubblico della Confederazione (MPC) intrattiene con le autorità italiane competenti, è emerso che in Italia erano in corso procedimenti penali collegati e condotti da diverse Procure distrettuali antimafia, in particolare Milano, Reggio Calabria e Firenze. Il MPC ha pertanto aperto un’istruzione penale per titolo di sostegno e/o partecipazione a un’organizzazione criminale (art. 260ter del codice penale CP) e ha costituito con le le autorità italiane una squadra investigativa comune (anche detta «Joint Investigation Team», JIT).

Attività criminali ‘ndranghetistiche in Svizzera
Il JIT ha permesso la coordinazione e l’impiego proficuo di misure d’indagine a carattere transnazionale sia in Svizzera sia in Italia. L’obiettivo comune era l’identificazione degli appartenenti alla struttura criminale di tipo mafioso, nonché l’identificazione delle sue finalità criminose e delle sue dinamiche operative. Il procedimento penale federale è stato esteso nei confronti di più persone nonché al reato di infrazione alla Legge federale sugli stupefacenti. Le risultanze delle indagini hanno consentito di ritenere che i soggetti indagati hanno commesso attività criminose riconducibili a clan di stampo ‘ndranghetistico, tanto nel territorio della Confederazione che nel territorio italiano.

Stupefacenti e stretti contatti con la Calabria
Inoltre sono emersi rapporti stretti tra gli imputati in Svizzera e altri clan attivi nel territorio di Como, i quali sono oggetto dell’inchiesta condotta dalla Procura di Milano. È venuta alla luce l’esistenza di interessi di natura criminale da parte delle famiglie calabresi indagate dalla Procura di Milano anche oltre il confine italiano, e in specie in Svizzera. I soggetti operanti in Svizzera sono risultati direttamente dipendenti dalle articolazioni di vertice della ‘ndrangheta operanti nei territori di origine, fa sapere ancora l’MPC. «In Svizzera è in particolare stata appurata un’attività legata al traffico internazionale di stupefacenti, attività che vedeva sempre coinvolti soggetti operanti in Italia nonché attività connesse realizzate in Italia». Già nella fase istruttoria segreta in Svizzera e in Italia è stato possibile arrestare persone e sequestrare importanti quantitativi di cocaina.

Quindici anni di presenza in Lombardia
L’attività di indagine ha consentito di ricostruire la storia di circa quindici anni di presenza della ‘ndrangheta nel territorio a cavallo tra le province di Como e Varese, «evidenziandone la vocazione sempre più imprenditoriale e svelandone le modalità di mimetizzazione e compenetrazione con il tessuto economico-legale». Si tratta di calabresi provenienti dalla piana di Gioia Tauro, presunti appartenenti alla cosca Molè. Si parla di estorsione, usura, bancarotta fraudolenta, frode fiscale e corruzione, si legge in un comunicato congiunto di Guardia di Finanza e Polizia di Stato. Gli indagati sarebbero riusciti a estendere il loro controllo, dal settore del trasporto conto terzi alla ristorazione e ai servizi di pulizia e facchinaggio. Emblematico è il caso di un noto ristorante milanese in un punto panoramico cittadino, in cui sono state drenate notevoli risorse finanziarie illecite ma sono pure stati accumulati ingenti debiti, fino al fallimento. Agli indagati viene, altresì, contestato l’utilizzo di modalità estorsive, di violenze e di fatti di illecita concorrenza che avrebbero consentito di gestire i subappalti di una nota e storica società lombarda operante nel settore della produzione di bevande e connessa logistica.

Droga tra Italia e Svizzera
Accanto a questa ‘ndrangheta 2.0 Società Per Affari, mai abbandonato appare anche l’interesse per il traffico di stupefacenti, nell’ambito del quale «sono chiaramente emerse le mire espansionistiche verso la Svizzer»a e, in particolare, verso il canton San Gallo divenuto una vera e propria base logistica per alcuni dei soggetti indagati che vi si sono stabilmente insediati allo scopo di costituire in loco nuove strutture territoriali di ‘ndrangheta.

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