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Ex Macello: “Sarà un luogo creativo”

Dopo la bocciatura quale sede del Museo cantonale di storia naturale, la Città di Lugano ripensa alla destinazione degli spazi in viale Cassarate

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19
aprile
2018
14:07
Red. Online

LUGANO - "Il comparto dovrà diventare uno spazio vivo, vivace, aperto e permeabile, fortemente luganese ma di respiro internazionale, in cui tempo libero e cultura si intreccino costantemente. L'ex Macello sarà un luogo creativo e ricreativo rivolto ai giovani e a tutte le fasce di età della popolazione". È con questo proposito che la Città di Lugano - dopo la decisione del Consiglio di Stato di respingere la candidatura dell'ex Macello quale sede del Museo cantonale di storia naturale - annuncia di essere pronta a dare nuova vita all'ex Macello, in viale Cassarate. 

L'Esecutivo ha infatti approvato il concetto per una nuova destinazione dell'area e, quale prima tappa, allestirà il messaggio per la richiesta del credito per l'organizzazione del concorso di architettura. 

"Il progetto di riconversione mira a valorizzare le qualità architettoniche degli edifici esistenti, attribuendo ai volumi nuove funzioni in grado di dialogare con gli articolati spazi esterni della città. L'obiettivo finale è quello di valorizzare un'area pregiata ad alto contenuto sociale ed aggregativo, in grado di contribuire al nuovo disegno urbano incentrato attorno e lungo il fiume Cassarate", scrive il consesso guidato da Marco Borradori, aggiungendo inoltre che "gli spazi verranno ristrutturati in maniera da lasciar trasparire la vocazione industriale del luogo e le sue funzioni del passato, con contenuti attuali. La proposta si struttura in due parti: la parte storica dell'area sarà utilizzata per manifestazioni ed eventi multidisciplinari, coworking e costudying, ristorazione, caffè letterario, infopoint e ricezione. L'area edificabile a sud sarà utilizzata per alloggi per studenti e turisti. I contenuti saranno completati con ristorazione e spazi esterni di qualità". L'impegno economico complessivo è stimato in circa 26,5 milioni di franchi. 

Il progetto risulta particolarmente interessante per la Città per la posizione centrale rispetto all'Università, al nuovo campus USI/SUPSI e al futuro polo turistico congressuale del campo Marzio Nord: "L'area - si legge nella nota del Municipio - è interessata da una fase di sviluppo qualitativo che apre la possibilità a sinergie e collaborazioni fra istituzioni diverse; è inoltre ben servita dai mezzi pubblici". Oggi, buona parte degli edifici esistenti è occupata dal CSOA Il Molino, mentre una parte è usata dalla Città come spazi espositivi e depositi. Superfici meno rilevanti sono concesse ad alcune associazioni.

 

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