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Il gas non era chiuso, condannato in contumacia

Pena pecuniaria per un 62.enne che sul cantiere di Paradiso avrebbe dovuto controllare che tutto fosse in sicurezza - Un operaio tagliò una condotta, che esplose e causò un incendio

Rescue Media
 
18
maggio
2018
06:00
StF

PARADISO - Era il 17 marzo 2015 quando in un cantiere di Riva Paradiso un operaio impegnato nella demolizione di un palazzo ha tagliato una conduttura in cui scorreva ancora del gas, convinto che si trattasse di un tubo dell'acqua. Ne erano seguiti un'esplosione e un incendio di vaste proporzioni che avevano portato all'evacuazione cautelativa di due stabili. L'operaio ne era uscito pressoché incolume, trascinato lontano dalle fiamme dai colleghi.

Una tragedia sfiorata, insomma, e ieri in pretura penale a Bellinzona era chiamato ad apparire una delle due persone ritenute responsabili dell'accaduto, un italiano 62.enne con ultimo domicilio noto nel Mendrisiotto. L'uomo però, per la seconda volta, non si è presentato al procedimento senza addurre motivazioni (e malgrado una citazione sul Foglio ufficiale), e lo stesso si è tenuto in contumacia.

Il giudice Marco Kraushaar lo ha quindi condannato a una pena pecuniaria pari a 30 aliquote giornaliere da 30 franchi, sospesa con la condizionale per due anni, per esplosione per negligenza e per incendio colposo, come richiesto dal decreto d'accusa della procuratrice pubblica Marisa Alfier (pure non presente in aula).

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