Polo sportivo

A Lugano le due torri di Cornaredo ora scricchiolano

La Città potrebbe rinunciare a spostare gli uffici amministrativi dal centro - Per Badaracco il progetto è sacrificabile, per Tarchini è inutile rischiare ricorsi o perfino un referendum

A Lugano le due torri di Cornaredo ora scricchiolano

A Lugano le due torri di Cornaredo ora scricchiolano

Prima un timido – e forse involontario – spiffero da Palazzo civico e poi la conferma: la Città potrebbe drasticamente rivedere la procedura (attualmente in piena fase di concorso) per la realizzazione del nuovo Polo sportivo e degli eventi. Cosa significa? È possibile, o forse addirittura probabile, che venga deciso di scorporare il progetto concentrandosi inizialmente solo e soltanto sullo stadio e sul palazzetto dello sport, lasciando da parte le ormai famose – e molto discusse – due torri. Spifferi che ci sono stati confermati dal capodicastero Sport Roberto Badaracco. Due torri che, si teme, rischiano di diventare una pietra d’inciampo per l’intero progetto (da 250 milioni di franchi). A far discutere non è in sé la decisione di realizzarle, ma la volontà del Municipio di trasferirci buona parte dell’amministrazione cittadina (e quasi 500 impieghi). A Lugano il tema è molto sentito e lo testimoniano le numerose lettere ricevute e pubblicate dal nostro quotidiano negli scorsi giorni. Tra le prime quella dell’ex consigliere nazionale Adriano Cavadini.

Sempre su queste colonne, la scelta era già stata criticata da Mario Botta, mentre due anni fa il PLR aveva espresso dubbi attraverso un’interrogazione. Ma perché tanta preoccupazione? Si teme che spostare gli uffici comunali, oggi in via della Posta, indebolirebbe e spopolerebbe ulteriormente il centro. E il Municipio, o almeno una parte di esso, ha paura che i contrari blocchino il progetto con opposizioni, iniziative popolari o referendum ritardando la partenza di un cantiere che, lo ricordiamo, dovrebbe partire al più tardi entro il 2021. In caso contrario l’FC Lugano potrebbe non ricevere la licenza per giocare in Super League. Gli uffici della Città, in estrema sintesi, potrebbero restare dove sono. È stato lo stesso Badaracco, un po’ a sorpresa, a giudicare «sacrificabile» il progetto di spostamento. «Sarebbe un’assurdità – ci ha spiegato – impantanarsi per gli uffici . Dobbiamo scegliere la strada più veloce per realizzare il palazzetto dello sport e lo stadio, per questo lo spostamento va ripensato. Dobbiamo chiederci se valga la pena rischiare di bloccare tutto solo per gli uffici». Ma c’è un altro motivo. «Allo stesso tempo – ha spiegato Badaracco – non dobbiamo perdere gli investitori». Ma è davvero così? Le due società interessate a finanziare l’opera potrebbero tirarsi indietro? HRS, che incontrerà il Municipio settimana prossima, per ora preferisce non commentare. «Prima vogliamo parlare con l’Esecutivo».

Badaracco: Sarebbe un’assurdità impantanarsi per gli uffici . Dobbiamo scegliere la strada più veloce per realizzare il palazzetto dello sport e lo stadio, per questo lo spostamento va ripensato

Più loquace Silvio Tarchini, portabandiera del Consorzio Pallone. «Siamo favorevoli – ci ha spiegato – all’idea di iniziare a progettare lo stadio e il palazzetto, lasciando da parte le torri e scongiurando il referendum». Ma dell’idea in sé di spostare gli uffici a Cornaredo, Tarchini cosa ne pensa?

«Dipende da cosa ha in mente il Municipio. Se ha già individuato un compratore dell’immobile di via della Posta è un conto, altrimenti ho paura che sia una strada in salita. Ho sentito dell’idea di trasformare gli uffici in via della Posta in abitazioni (per portare le persone a «rivivere» in centro, ndr) ma è un’operazione finanziariamente costosissima. E non sono neppure convinto che sia davvero buona cosa spostare uffici, al servizio dei cittadini, oggi facilmente accessibili». Però il Municipio, quando ha avuto l’idea di spostare l’amministrazione comunale a Cornaredo, lo ha fatto anche per «invogliare» i gruppi privati a investire. È stato un po’ come dire: «Venite, aiutateci a realizzare questo maxi-progetto e in cambio vi assicuriamo di prendere in affitto una torre, così voi incassate soldi». «Ho detto chiaramente al Municipio – conferma Tarchini – che noi non siamo interessati a investire in stabili amministrativi, a meno di non avere già l’inquilino. Senza, non investiamo nelle torri». Ciò significa che le torri, inserite nel progetto in quanto considerate interessate per i privati, non sono fondamentali? «Fondamentali? Assolutamente no». Ma come faranno i privati, senza torri, a guadagnarci? Stadio e palazzetto, da soli, garantiranno entrate sufficienti? E non si rischia di chiedere al FC Lugano o ad altri sodalizi sportivi contributi troppo elevati per l’uso delle infrastrutture? «Ci sono lo stadio, il palazzetto e l’edificio residenziale lungo via Trevano. Tutto da finanziare in 25 anni. Riusciremo a trarne un piccolo utile anche noi. Nel nostro Consorzio c’è il gruppo tedesco Hellmich, che ha costruito diversi stadi anche per la Bundesliga. Siamo dunque a disposizione anche gratuitamente per fornire al Municipio una consulenza sulla realizzazione dello stadio».

Tarchini: Fondamentali le torri? Assolutamente no

Da notare che anche il vicesindaco Michele Bertini, durante l’assemblea del PLR di mercoledì aveva anticipato le difficoltà del Municipio su questo delicato dossier. «L’eventuale spostamento degli uffici a Cornaredo è un tema che non deve essere sottovalutato per le sue conseguenze sul centro città».

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