Inaugurazione del «POSTicino»

A Sorengo OTAF e Posta sotto lo stesso tetto

La Fondazione gestirà in partenariato l’agenzia postale, dove troveranno spazio anche un laboratorio protetto e un negozio: «Un esempio da seguire» - Intanto a Canobbio si lotta contro la chiusura dell’ufficio postale

 A Sorengo OTAF e Posta sotto lo stesso tetto
Un momento dell’inaugurazione. (foto CdT)

A Sorengo OTAF e Posta sotto lo stesso tetto

Un momento dell’inaugurazione. (foto CdT)

SORENGO - «Il kintsugi è l’arte giapponese del riparare oggetti rotti con l’oro per renderli nuove opere d’arte. Anche noi speriamo oggi di aver creato dai cocci rimasti sul territorio qualcosa di nuovo, che ci auguriamo sarà altrettanto bello». È con queste parole che il direttore dell’OTAF Roberto Roncoroni ha salutato l’inaugurazione della nuova agenzia postale di Sorengo (negli stessi spazi -ristrutturati - dell’ufficio postale che ha chiuso a fine febbraio). Agenzia che sarà gestita in partenariato con la Posta proprio dall’OTAF, che nello stabile ha inserito anche il proprio laboratorio protetto di stamperia (che dà lavoro a quattro/cinque ospiti, seguiti da un’operatrice) e un negozietto in cui vendere quanto prodotto dai sei laboratori da loro gestiti. «La vita è fatta di opportunità da cogliere al volo, con un pizzico di follia», ha affermato Rocoroni.

L’idea è nata nel 2016, quando il Comune di Sorengo cercava supporto per evitare la chiusura dell’ufficio postale - ancora oggi la sindaca Antonella Meuli, pur soddisfatta della situazione creatasi, ha parlato di un «sentimento ambivalente su quanto accaduto: si celebra sì una nascita di un progetto che ci onora, ma questa deriva dalla chiusura di un ufficio postale che copriva un’ampia gamma di servizi». A quella lettera l’OTAF rispose di essere interessato a gestire l’agenzia che sarebbe sorta. L’idea è piaciuta e negli anni è stata definita fino ad arrivare a quello che è oggi, con buona soddisfazione di tutti gli attori coinvolti: L’OTAF ha un nuovo spazio sul territorio e un negozio, il Comune ha perso qualche servizio ma con questa soluzione ha mantenuto gli stessi orari d’apertura, la Posta ha colto l’occasione per far meglio digerire una soluzione invisa a parte della popolazione. Buone notizie anche per lo storico buralista postale, attivo in Comune da un trentennio, che è stato riassunto dall’OTAF e potrà continuare a svolgere le proprie mansioni (nonché a occuparsi della vendita dei prodotti dei laboratori).

«Da una situazione sfavorevole si è colta una grande e concreta possibilità - ha riassunto Renato Bernasconi, direttore della Divisione dell’azione sociale e delle famiglie del canton Ticino. - Questi spazi hanno due obiettivi: garantire i servizi di prossimità della Posta e permettere l’inclusione degli utenti dell’OTAF. È qualcosa di straordinario che può dare benefici a tutti. È sicuramente un esempio da seguire».

L’inaugurazione si è chiusa con lo svelamento della nuova insegna. Gli spazi sono stati ribattezzati «Il POSTicino».

CANOBBIO

Mentre a Sorengo la questione del disimpegno della Posta sembra essersi risolta in maniera tutto sommato soddisfacente, c’è un altro Comune del Luganese che proprio non ne vuol sapere di vedersi tramutare l’ufficio postale sul proprio territorio in agenzia: Canobbio. Proprio oggi l’Esecutivo ha inoltrato ai media una lettera da loro spedita al Gigante Giallo per perorare la propria causa: «Non chiudetelo, ma trasformatelo nell’ufficio di riferimento per la Collina Nord».

Questo il succo degli argomento portati dal Comune per convincere la Posta a tornare sui suoi passi: «Molti uffici postali della Collina Nord stanno o sono in procinto di chiudere. Il nostro ufficio postale si trova senza dubbio in una posizione estremamente interessante, a ridosso di tutti i Comuni della Collina Nord, in una posizione attrattiva, privilegiata, strategica e di riferimento per tutti questi Comuni, di cui l’ufficio postale di Canobbio in parte già beneficia e potrebbe meglio beneficiare in futuro, quindi con un sostanziale aumento di lavoro. Lo stabile è inoltre di proprietà della Posta da molti anni e riteniamo ciò un vantaggio non da poco. I Comuni della Collina Nord (Porza, Vezia, Origlio, Comano, Savosa, Cureglia, Canobbio, Ponte Capriasca) contano circa 15.000 abitanti. Ci pare veramente strano che nel prossimo futuro per ben 15.000 abitanti non vi possa essere una filiale postale di riferimento, come detto in una posizione strategica importante, su un’arteria di traffico come quella dell’Ufficio postale di Canobbio. Non per niente la Banca Raiffeisen del Cassarate ha voluto i propri uffici amministrativi in posizione strategica nel nostro Comune».

Altro punto sollevato dal Comune è che i dati relativi al calo dell’utenza usati dalla Posta per giustificare lo «smantellamento» non sono sufficienti, specie con la prospettiva dell’arrivo di nuova clientela se chiuderessero altri uffici in Collina Nord. La popolazione di Canobbio nel frattempo si è mobilitata in una raccolta firme per il mantenimento dell’ufficio postale.

Il Comune conclude ritenendo superfluo a questo punto un ulteriore incontro tra le parti, invitando la Posta a effettuare una verifica supplementare e a evitare «decisioni affrettate prese a tavolino su una cartina e che in definitiva si ritorceranno contro la Posta e il suo servizio», e chiedendo un intervento del direttore generale Roberto Cirillo.

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