Abbassare il moltiplicatore a Lugano? «È pura campagna elettorale»

Finanze

Il capodicastero Finanze Michele Foletti critica la decisione della Commissione della Gestione: «La storia non ha insegnato nulla»

Abbassare il moltiplicatore a Lugano? «È pura campagna elettorale»

Abbassare il moltiplicatore a Lugano? «È pura campagna elettorale»

Qualche rimprovero al Municipio (soprattutto quello di non aver approfittato dell’aumento delle entrate fiscali per diminuire ulteriormente i debiti verso terzi) e poi l’affondo. La maggioranza della Commissione della gestione di Lugano ha firmato un rapporto in cui chiede di abbassare di due punti il moltiplicatore d’imposta e di portarlo dal 77 al 75%. La Commissione ha dunque deciso di seguire la proposta del PPD Michel Tricarico, che è riuscito a convincere i colleghi di PLR, Lega e UDC (diversi di loro hanno comunque firmato con riserva in attesa di consultarsi con i propri gruppi). Questo anche in virtù dell’importante avanzo d’esercizio - di 2,4 milioni di franchi - indicato a Preventivo, e nonostante gli inviti alla prudenza rivolti al Consiglio comunale dal Municipio. Fin dalla presentazione del Preventivo il capodicastero Finanze Michele Foletti (Lega) aveva chiesto rigore al Legislativo. «Non bisogna compiere l’errore - aveva spiegato a fine novembre - di abbassare le imposte, come nel 2012».

«Le condizioni non ci sono»
E ieri, appreso della decisione della Commissione di non dar retta all’Esecutivo, Foletti ha ribadito il concetto. «Siamo in campagna elettorale - ci ha spiegato - ed è anche logico che i consiglieri comunali facciano proposte di questo tipo anche se non hanno senso dal punto di vista economico o finanziario». Foletti è preoccupato per i consistenti investimenti che la Città dovrà affrontare prossimamente. «I consiglieri - conferma il capodicastero - hanno sul tavolo il progetto del nuovo Polo sportivo e degli eventi, che comporterà un aumento del fabbisogno di 13 milioni l’anno. Poi c’è la riforma votata dal Parlamento cantonale, che per Lugano potrebbe comportare una diminuzione del gettito di 20 milioni. E abbiamo ancora un indebitamento verso terzi di 900 milioni di franchi. Da un punto di vista tecnico le condizioni per abbassare il moltiplicatore non ci sono». Foletti teme dunque che verranno ripercorsi gli errori del passato. Nel 2011 per esempio si decise di portare il moltiplicatore dal 72,5 al 70%. L’anno dopo - quattro mesi prima delle elezioni comunali - il Consiglio comunale «bocciò» la proposta di aumento delle imposte e nel 2014 - in piena crisi finanziaria - la Città dovette aumentarlo di 10 punti (all’80%). «È la stessa identica situazione», ci ha spiegato Foletti. «Si erano registrate delle forti sopravvenienze attive e dunque si è deciso di abbassare il moltiplicatore ritrovandosi però a dover far fronte agli investimenti del LAC. La storia non ha insegnato nulla e ne pagheremo le conseguenze».

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