Accoltellamento fuori dal Maghetti, alla sbarra gli albanesi

Cronaca

A giudizio alle Criminali due 29.enni e un 25.enne protagonisti del fatto di sangue del 2017 - I tre sono accusati anche di aver gestito un vasto traffico di cocaina nel Mendrisiotto

Accoltellamento fuori dal Maghetti, alla sbarra gli albanesi
© Rescue Media

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(Aggiornato alle 13.50) - Si è aperto stamattina davanti alla Corte delle Assise criminali di Mendrisio in Lugano, presieduta dalla giudice Manuela Frequin Taminelli, il procedimento a carico di tre cittadini albanesi, due di 29 anni e uno di 25. Sui tre pesano pesanti accuse e legate al fatto di sangue che due anni fa scosse l’opinione pubblica, ossia l’accoltellamento al termine di una maxirissa avvenuta nei pressi del quartiere Maghetti di Lugano la notte del 21 ottobre 2017, davanti alla discoteca Blue Martini.

Il terzetto risulta implicato nella faida tra albanesi e una banda di sudamericani capitanati da un cittadino svizzero di origine serba, già giudicati e condannati lo scorso aprile dalle Assise criminali di Lugano. Il movente della rissa, come spiegato nel corso del procedimento ai sudamericani, era un regolamento di conti: la banda di albanesi da oggi a processo aveva pestato il fratello del 24.enne svizzero di origine serba (condannato a 4 anni di carcere) pochi giorni prima dei fatti del Maghetti. Da lì l’escalation che aveva portato i sudamericani a presentarsi davanti alla discoteca con una pistola con un colpo in canna e cinque proiettili. Colui che aveva dato origine alla rissa sferrando il primo pugno, un 25.enne albanese residente in Albania, era già stato processato e condannato nell’agosto 2018 a 3 anni e mezzo di carcere e 10 anni di espulsione.

Accoltellamento fuori dal Maghetti, alla sbarra gli albanesi

Per un 29.enne le accuse sono di tentato omicidio, aggressione, rapina, rissa e infrazione aggravata alla legge sugli stupefacenti; accuse simili per gli altri, escluso il tentato omicidio. Il 29.enne accusato di tentato omicidio è difeso dall’avvocato d’ufficio Michele Sisini, l’altro 29.enne dall’avvocato di fiducia Yasar Ravi e il 25.enne dall’avvocata Michela Pedroli. L‘accusa è sostenuta dalla procuratrice pubblica Margherita Lanzillo.

Accoltellamento fuori dal Maghetti, alla sbarra gli albanesi

Un 29.enne e il 25.enne, residenti in Italia, al momento del fermo scattato nel luglio 2018 alloggiavamo in un residence di Rovio, mentre l’altro 29.enne è stato acciuffato nel mese di gennaio 2019 dalle Guardie di confine a Morbio Inferiore, a bordo di un’auto con targhe ticinesi. I tre sono immischiati anche nell’inchiesta Toro relativa a un vasto traffico di cocaina nel Mendrisiotto. Insieme a loro era coinvolto un 46.enne di origine egiziana - gerente di un noto fast food di Mendrisio - condannato lo scorso mese di agosto a sedici mesi sospesi per aver venduto due etti di cocaina. Il 46.enne aveva cominciato a commerciate sostanze stupefacenti per coprire gli albanesi che erano partiti in vacanza.

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