Acqua potabile, le cifre di un’azienda che perde

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Il capitale proprio della AAP di Lugano è in caduta libera e quest’anno dovrebbe arrivare vicino allo zero - L’aumento delle tariffe sistemerà i conti, ma gli investimenti futuri potrebbero portare, dal 2027, ad altri ritocchi

Acqua potabile, le cifre di un’azienda che perde
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Finanziariamente parlando, l’Azienda Acqua Potabile della Città è un rubinetto aperto. Dopo l’annuncio del Municipio che le tariffe, l’anno prossimo, saliranno del venti percento per compensare i grossi investimenti nelle infrastrutture e rimettere in equilibrio i conti della società comunale, vediamo alcune cifre estrapolate dal bilancio patrimoniale e dal conto economico della AAP. Il primo dato che salta all’occhio è la quasi totale erosione del capitale proprio: l’anno scorso è sceso da 780 mila a 493 mila franchi.

Del resto, come ci spiegava nei giorni scorsi il sindaco Michele Foletti, negli ultimi tre anni l’azienda ha accumulato disavanzi per un totale di quasi un milione di franchi e per quest’anno ne è previsto uno di 400 mila. Ciò che è aumentato è il capitale di terzi – che non sono le banche, ma la Città, che finanzia gli investimenti dell’azienda – passato da 100,9 a 101,8 milioni di franchi con una spesa per gli interessi passivi che nel 2020 si è attestata a 1 milione contro i 967 mila franchi del 2019. I costi per la gestione della società, affidata alle AIL, l’anno scorso hanno raggiunto i 13,1 milioni – di questi, 7,5 sono una spesa fissa e il resto è variabile – mentre gli ammortamenti hanno richiesto 3,9 milioni, più o meno in linea con gli anni precedenti.

Non ci sono stati grossi scostamenti nemmeno al capitolo delle entrate (17,6 milioni comprese le tasse di allacciamento e ricavi vari) ma è proprio questo il problema: non bastano a coprire i 18 milioni di uscite. Con il prospettato aumento delle tariffe, le entrate per la fornitura d’acqua, crescendo del venti percento, dovrebbero portare nelle casse dell’Azienda Acqua Potabile circa 3,5 milioni in più: quasi quello che serve per coprire gli ammortamenti.

Sistemare e ripensare

Dicevamo degli investimenti nelle infrastrutture, ritenuti importanti dal Municipio «per garantire in modo omogeneo su tutto il comprensorio la sicurezza dell’approvvigionamento e la qualità dell’acqua potabile». Molti di essi sono stati effettuati negli ultimi anni nei quartieri aggregati e vien da chiedersi che tipo di «eredità» abbiano lasciato gli ex Comuni alla Città. A precisa domanda, il vicedirettore delle AIL Michele Broggini traccia un bilancio in chiaroscuro: «Alcune strutture erano state gestite bene, altre meno». E per le seconde Lugano ha dovuto metterci una pezza. «Più che altro abbiamo elaborato un concetto di integrazione e razionalizzazione dei vari impianti, mettendoli in rete. Prima erano scollegati fra loro e poteva capitare, ad esempio, che in una frazione della Val Colla ci fosse acqua in abbondanza e in quella vicina mancasse. Poi c’erano serbatoi vecchi e condotte troppo piccole che abbiamo dovuto sostituire». E lo sforzo si è ripercosso sui bilanci della AAP. «Con l’aumento tariffale appena deciso dovremmo tornare a regime e ridare fiato alla società, perché anche i prossimi anni saranno impegnativi».

I prossimi mesi...

Il Preventivo 2022 della AAP parla di uscite per 6,9 milioni dovute a investimenti pianificati negli esercizi precedenti. «Quelli più rilevanti dal punto di vista finanziario – leggiamo sul messaggio – sono il completamento della sostituzione della condotta di collegamento nel cunicolo lungo il Vedeggio, la sostituzione di condotte di distribuzione su diversi assi stradali – per esempio via Polar a Breganzona, via Fulmignano a Castagnola, via Cantonale a Gandria e via Pian d’Inguell a Dino – e del nucleo di Sonvico, la sostituzione di alcune delle ultime tratte della condotta di Cusello, la costruzione di un serbatoio a Certara e lo sviluppo del progetto del serbatoio del pian Gallina». Poi ci sono gli investimenti ricorrenti (l’anno prossimo: 2,4 milioni) che riguardano il rinnovo d’infrastrutture giunte al loro limite di vita.

... e i prossimi anni

Infine, non bisogna dimenticare gli investimenti in pianificazione. «I progetti principali in fase avanzata di studio sono relativi al rifacimento della stazione a lago di Cassarate (un nuovo impianto per pompare l’acqua dal Ceresio, depurarla e distribuirla, ndr), a spostamenti di strutture dovuti alla costruzione della rete del tram-treno e a collegamenti importanti tra punti strategici dell’acquedotto per migliorare la capacità e la sicurezza dell’approvvigionamento». Le relative richieste di credito non sono ancora state pubblicate, ma non si tratta di spese da poco. La nuova stazione di pompaggio a Cassarate, per fare un esempio, avrà un costo nell’ordine delle decine di milioni di franchi.

Tutto questo per dire che le tariffe potrebbero aumentare ancora. Non nei prossimi cinque anni, durante i quali il Municipio ha promesso di mantenerle stabili, ma in quelli successivi sì. Non lo ha escluso nemmeno il sindaco Foletti.

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