Ad Arogno la scuola mette le ali

Coronavirus

Le docenti delle Elementari hanno attivato un nuovo modo di insegnare - Genitori e allievi accolti a turno davanti all’ingresso ogni 10 minuti per la consegna dei compiti - Distanti ma vicini

Ad Arogno la scuola mette le ali
Il motto sulla facciata dell’edificio sede della scuola elementare di Arogno: «La scuola non la fermi: sa volare».

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Il motto sulla facciata dell’edificio sede della scuola elementare di Arogno: «La scuola non la fermi: sa volare».

Ad Arogno la scuola mette le ali
L’armadio ridipinto della «scuola in miniatura»: custodisce le cartellette con i compiti.

Ad Arogno la scuola mette le ali

L’armadio ridipinto della «scuola in miniatura»: custodisce le cartellette con i compiti.

Ad Arogno la scuola mette le ali

Ad Arogno la scuola mette le ali

La scuola si reinventa e lancia segnali di positività e di speranza a dispetto della chiusura forzata delle aule. Un bell’esempio ci viene dalle Elementari di Arogno. Nel comune della Valmara alle pendici della Sighignola, privato momentaneamente della sua internazionalità con il posto di frontiera per la Val d’Intelvi chiuso da giorni, le docenti hanno dato prova di una creatività coinvolgente. Il motto è consegnato ad un bandierone che fa bella mostra di sé sulla facciata rivolta verso la scuola dell’infanzia, chiusa anch’essa, a pochi passi da lì, dall’altra parte del piazzale/posteggio, in un ideale abbraccio con i più piccolini: «La scuola non la fermi: sa volare». Il nuovo modo di insegnare in tempi di pandemia è stato attivato lunedì. Un armadio, dipinto dagli scolari per riprodurre una scuola in miniatura, davanti all’ingresso custodisce le cartellette con i compiti e le consegne per gli scolari. E la distanza sociale? Tutto organizzato. Alle famiglie era stato comunicato come procedere: ad intervalli di dieci minuti un genitore con il figlio si presenta, la docente lo accoglie mantenendo rigorosamente i due metri di separazione; sul tavolino il disinfettante per le mani; nei sacchetti, ciascuno con il nome dell’allievo, altro materiale. Un breve colloquio di spiegazione e di risposta alle domande o anche solo per quella colloquialità vis à vis che oggi manca molto. E avanti così, fino all’ultima famiglia della lista. Lunedì si è iniziato con le classi quarta e quinta, martedì si è proseguito con le altre. Ma perché il materiale cartaceo quando le nuove tecnologie della comunicazione potrebbero sopperire agevolmente? Al di là dell’esigenza di salvaguardare comunque un certo calore umano (distanti ma vicini), c’è una ragione molto pratica: quasi tutti gli scolari hanno fratelli e fratellini. A casa per le famiglie sarebbe problematico e caotico organizzare due o tre canali di comunicazione contemporaneamente. I compiti online sono così riservati ai più grandicelli. Gli altri restano sui quaderni e sulle dispense. È proprio la scuola che sa reinventarsi mettendo le ali.

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