«Addio ignoto, benvenuta concretezza»

Polo sportivo

Il dirigente dell’FC Lugano Michele Campana guarda al futuro con rinnovato ottimismo: «La proprietà avrà anche la possibilità di entrare nel dettaglio del progetto; posso infatti immaginare che sarà interessata a rendere l’impianto il più possibile affine e funzionale alle proprie visioni»

«Addio ignoto, benvenuta concretezza»
A sinistra il CEO bianconero Martin Blaser, a destra il Chief operating officer Michele Campana. ©CdT/Chiara Zocchetti

«Addio ignoto, benvenuta concretezza»

A sinistra il CEO bianconero Martin Blaser, a destra il Chief operating officer Michele Campana. ©CdT/Chiara Zocchetti

Il FC Lugano tira un sospiro di sollievo. E, confortato dal verdetto delle urne, può ora guardare al futuro con rinnovata serenità. Il sì popolare al Polo sportivo e degli eventi è ossigeno puro, una sorta di assicurazione sulla vita. Il club è vivo, non solo sul campo, ma anche nei cuori e nelle menti della maggioranza dei cittadini luganesi. «Sì, domina la felicità» conferma Michele Campana, Chief operating officer dei bianconeri. Il dirigente ha vissuto in prima linea il lungo e tortuoso iter, sfociato nel voto storico del 28 novembre 2021. «Sette anni di lavoro e impegno. Sette anni che, oggi e in poche ore, mi sono passati davanti agli occhi. È stata un’esperienza sfibrante. A maggior ragione poiché giunta al termine di un anno complicato. Dapprima c’è stata la pandemia, con tutte le conseguenze del caso. Poi la cessione della società, avvolta da problemi finanziari enormi e per un attimo passata nelle mani sbagliate». A riportare solidità e prospettive ai bianconeri ci hanno quindi pensato Joe Mansueto e soci. «La nuova proprietà - sottolinea Campana - è riuscita a fare tesoro della preziosissima gestione di Angelo Renzetti. Ma un no alle urne sul PSE avrebbe potuto far vacillare anche il gruppo che ha assunto il comando lo scorso agosto. C’era in gioco tantissimo: né più né meno un’eventuale retrocessione a tavolino dell’FC Lugano. Oltre che il destino di tante altre società sportive, che insieme a noi - ed è forse il messaggio più bello di queste settimane - si sono battute per il bene delle future generazioni». Campana, al proposito, si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa. «Mi ha fatto male, davvero, assistere alle speculazioni dei contrari. Disposti a condannare lo sport sull’altare di piani B che non sono mai esistiti». Il 56,8% dei luganesi, ad ogni modo, ha scelto l’originale. «E per noi, va da sé, questo voto rappresenta una grande ondata di ottimismo» osserva ancora Campana. E ora che succede? Come cambia, detto altrimenti, il lavoro della dirigenza bianconera? «Beh a contare, più che altro, è ciò che non avverrà» rileva Campana: «Il club era ostaggio dell’ignoto. Mentre da domani si potrà costruire su basi concrete. Seguendo una precisa tabella di marcia, mese più mese meno». Di più: il via libera al contenitore - il nuovo stadio da 10.000 posti che potrebbe accogliere la prima squadra dal novembre del 2025 - non impedirà alla società di ragionare sul contenuto. E, di riflesso, a tutta una serie di possibili migliorie. «In effetti il club avrà la possibilità di entrare nel dettaglio del progetto. Posso infatti immaginare che la proprietà sarà interessata a rendere l’impianto il più possibile affine e funzionale alle proprie visioni. Per il bene della prima squadra, certo, ma altresì del settore giovanile».

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