Aeroporto: l’ennesimo scontro, ora si litiga sul piano sociale

Lugano

Manca l’accordo tra Municipio e sindacati sulla somma da destinare agli ex dipendenti licenziati - L’Esecutivo propone 500 mila franchi, Unia e OCST chiedono 1,3 milioni - Tutto rimandato al prossimo autunno

Aeroporto: l’ennesimo scontro, ora si litiga sul piano sociale
© CdT/Chiara Zocchetti

Aeroporto: l’ennesimo scontro, ora si litiga sul piano sociale

© CdT/Chiara Zocchetti

Come tre automobilisti che si scontrano a un incrocio e paralizzano il traffico mentre si danno la colpa l’uno con l’altro, il Municipio di Lugano, la Commissione della gestione e i sindacati Unia e OCST hanno causato il blocco del piano sociale per i 41 ex dipendenti di Lugano Airport. Ma andiamo con ordine. A maggio il sindaco Marco Borradori aveva presentato il messaggio con la richiesta di credito di 500 mila franchi per il citato piano sociale e di 1,3 milioni per garantire la continuità dello scalo fino al passaggio in mani private (pagando lo stipendio dei 21 impiegati risparmiati dai licenziamenti). In quell’occasione Borradori aveva precisato che sull’entità del piano sociale il Municipio sarebbe stato aperto a discussioni prima di presentare il tutto al Consiglio comunale.

Ufficialmente non si era più saputo nulla e il messaggio era arrivato intatto sui banchi della Gestione. E qui si è materializzato l’incidente. «Non abbiamo potuto stilare un rapporto - ha spiegato il presidente Ferruccio Unternährer - perché i sindacati non sono d’accordo sui 500 mila franchi». Chiedono 1,3 milioni. «Alcuni commissari volevano andare avanti, altri approvare il messaggio senza il piano sociale e discuterlo in seguito, ma sarebbe una presa in giro. Così, anche per evitare un voto negativo in Consiglio comunale, si è scelto di rinviare la discussione. Municipio e sindacati non possono sperare che la Gestione decida quello che devono decidere loro». Per Giangiorgio Gargantini di Unia la questione è «molto semplice». «Vogliamo che la somma del piano sociale sia equivalente a quella che l’Esecutivo è pronto a spendere per la continuità dell’aeroporto. Sul mezzo milione il Municipio aveva detto che sarebbe stato aperto a discuterne e noi abbiamo detto ‘va bene, sarà necessario discuterne’. Quasi metà dei licenziati ha più di cinquant’anni e una buona parte di essi era in azienda da oltre vent’anni: non si possono liquidare con un piano sociale che copre una o due mensilità». Gargantini ce l’ha anche con i commissari della Gestione. «Come mai congelano tutto senza fare una proposta loro? È folle chiudere la discussione e andare in vacanza rimandando tutto all’autunno. Così, probabilmente, gli ex dipendenti non vedranno un franco fino a novembre o a dicembre e questo, umanamente, è un insulto. Noi saremmo disposti a trovarci anche domani mattina per arrivare a una soluzione». Delusione è stata espressa anche da Lorenzo Jelmini dell’OCST. «È chiaro che questo ritardo mette in difficoltà i dipendenti, lasciandoli nell’incertezza. Ora auspichiamo che questo periodo serva a trovare un accordo e a far sì che ne esca un piano sociale degno della Città di Lugano».

Una cosa è certa

Nemmeno il Municipio è contento della situazione. «Ci dispiace dover attendere fino a ottobre - commenta Michele Foletti, che ha ereditato il dossier da Borradori - Ma se la Gestione non è in grado di stilare un rapporto di adesione o con delle controproposte... Una soluzione c’era: approvare gli altri punti del messaggio e invitare il Municipio a trovare una soluzione con i sindacati per il piano sociale. Per noi mezzo milione è una cifra equa, ma possiamo anche proporne una più alta al Consiglio comunale. Prima però vorremmo sentire la Gestione. In questa situazione, gli unici a perderci sono gli ex dipendenti». Questo è sicuro.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Lugano
  • 1
  • 2

    Un mattone al Maglio che potrebbe valere la Super League

    Lugano

    La Lega calcio chiede che si cominci a costruire il nuovo stadio l’anno prossimo, ma potrebbe accontentarsi dell’inizio dei lavori al «Parco dello sport» previsto a Canobbio - Badaracco: «I progetti sono infatti legati a doppio filo»

  • 3
  • 4
  • 5

    «Quanti romandi in vacanza a Lugano»

    Turismo

    Per tenere a galla il settore turistico si faceva affidamento soprattutto sugli svizzerotedeschi, ma a sorprendere gli operatori è stata la risposta, tutt’altro che scontata, dei «cugini» francofoni - Federico Haas: «Ne beneficeremo anche nei prossimi anni» - Prenotazioni in calo per fine agosto: «Ci mancheranno i britannici e gli americani»

  • 1
  • 1